Infiltrazioni mafiose nella Pa. Basta una 'Sua'

Stazione Unica Appaltante. E’ un nuovo strumento per la legalità che devono attivare i Prefetti. In Puglia monitorati tre cantieri

La struttura curerà la procedura della gara di affidamento delle amministrazioni che sceglieranno di aderirvi. Finanziati inoltre, dal Pon Sicurezza, un progetto di formazione e la creazione di una banca dati per il controllo del territorio. Secondo la relazione della Dia, in Puglia, nel 2° semestre del 2010 , i monitoraggi dei Gruppi Interforze istituiti presso le Prefetture, hanno interessato 3 cantieri, 39 persone fisiche, 17 imprese e 34 mezzi —– Novità nel settore degli appalti pubblici. Con una circolare del 5 ottobre scorso, indirizzata ai Prefetti, il Ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha invitato tutte le autorità ad attivarsi al fine di favorire l'istituzione della Stazione unica appaltante (Sua), un nuovo strumento antimafia previsto dalla legge 136 del 2010. I compiti dell’organismo sono stati individuati nel decreto del presidente del Consiglio dei ministri (30 giugno 2011): contrastare i pericoli di condizionamento criminale nelle gare, favorire la trasparenza e il rispetto della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, velocizzare le procedure e ottimizzare le risorse. Alla struttura, secondo il decreto, possono aderire enti locali, associazioni, consorzi, imprese e altri soggetti e la stessa può avere operatività regionale, provinciale e interprovinciale, comunale e intercomunale. Come ricorda la relazione della Direzione Investigativa Antimafia, in Puglia, durante il secondo semestre del 2010 , sono stati monitorati, dai Gruppi Interforze istituiti presso le Prefetture, 3 cantieri, 39 persone fisiche, 17 imprese e 34 mezzi. Numeri in crescita rispetto al semestre precedente. Gli approfondimenti eseguiti hanno poi determinato l’emissione di informative interdittive che hanno coinvolto anche ditte con sede in provincia di Lecce (la vicenda della Edilcav di Ruffano e delle indagini del Reparto operativo dei carabinieri che avevano evidenziato i tentativi di infiltrazione mafiosa nell'azienda, con la presenza di soggetti ritenuti vicini alla Sacra Corona Unita, è riassunta qui e qui). Per affrontare queste problematiche, la Stazione si pone l’obiettivo di curare la procedura della gara di affidamento nel suo complesso, con notevoli vantaggi per le amministrazioni aderenti. L’organismo è nel disegno normativo, “una struttura professionale altamente qualificata che assicura maggiore efficacia all'azione amministrativa grazie alla concentrazione delle procedure di gara in un unico organismo dedicato, consentendo così di meglio focalizzare l’attività di prevenzione delle infiltrazioni criminali negli appalti pubblici, che attualmente viene condotta su una pluralità di stazioni appaltanti”. L'amministrazione ha la facoltà di aderire alla Stazione “ricevendo così supporto dal momento dell'individuazione dei contenuti dello schema di contratto fino a quello dell'individuazione del contraente privato e della stipula, compresi gli adempimenti relativi a eventuali contenziosi sulla procedura”. Particolare rilevanza riveste, inoltre, la disposizione dell’art. 6 del decreto che prevede come, con specifiche intese, si possano introdurre ulteriori forme e modalità per rafforzare le misure di prevenzione a tutela dell’economia legale. “Proprio con tale previsione si intende ulteriormente valorizzare i protocolli di legalità, che hanno consentito di raggiungere notevoli risultati grazie alla loro duttilità, in virtù della quale è possibile adeguare le misure di prevenzione delle infiltrazioni criminali alle peculiarità locali e alle specifiche caratteristiche degli interventi”. Inoltre, per rafforzare la prevenzione a difesa dell’economia legale, il Pon Sicurezza ha stanziato oltre 2,3 milioni di euro per realizzare due progetti correlati, presentati dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, per rendere più efficace la vigilanza nei cantieri: una banca dati (“Sicurnet”) e un’attività di formazione, nelle quattro regioni Obiettivo Convergenza, tra cui la Puglia. Il primo progetto, così come descritto “prevede la formazione di una piattaforma tecnologica di supporto e controllo sul territorio, con una banca dati delle opere e delle infrastrutture soggette a sorveglianza. In questo modo sarà possibile mettere a sistema informazioni e procedure operative così da migliorare il coordinamento delle attività sul territorio e favorire lo scambio fra le conoscenze e competenze – specialistiche e tecniche – del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici e quelle investigative, ispettive e di controllo dei settori preposti della Guardia di Finanza”. Il secondo, invece, annuncia attività di formazione (in aula e con supporto online) per il personale della Guardia di Finanza, degli uffici tecnici regionali e del Ministero delle Infrastrutture che si occupano di controlli nel mercato delle costruzioni. Previste anche visite ispettive presso cantieri e centri di lavorazione. Il numero degli operatori da formare è complessivamente di circa 350 unità. 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