Forum di Siviglia. ‘La ripresa riparta dalle Regioni’

La dimensione regionale può rappresentare la sede privilegiata per elaborare un modello in cui le iniziative locali possano raccordarsi ai programmi del governo centrale

Il primo forum mondiale delle “Agenzie per lo sviluppo locale” – fortemente sostenuto dai soggetti delle governante territoriali – si è interrogato, a Siviglia, sul futuro del pianeta. Siviglia, oggi, è la risposta alla crisi globale che, prim’ancora che economica, è politica, in una dimensione che sembra investire la natura stessa di un capitalismo che non riesce a coniugare le ragioni della crescita con la centralità della persona, ad esprimersi in funzione del bene comune. I nuovi “traguardi per i tempi del cambiamento” segnalano la necessità di superare gli angusti ambiti decisionali in cui prendono corpo le politiche centralistiche, territoriali e settoriali, per privilegiare la “cooperazione decentrata” quale strumento per sostenere lo sviluppo delle comunità, alimentando le dinamiche sociali. Di fronte ad uno scenario in cui poteri forti e meno forti condizionano gli Stati e l’emarginazione di significativi strati sociali assume dimensioni di rilevante portata, la sfida che Siviglia lancia è rivolta alla costruzione di una “democrazia compiuta”. Un modello di “cooperazione decentrata” valido non solo per i Paesi del terzo e Quarto mondo, imbrigliati dalle piaghe del sottosviluppo, ma anche per quelli che avvertono, come prossima, la spirale del declino. La strategia, articolata e complessa, guarda al territorio, quale locus da salvaguardare, allo sviluppo, nella dimensione microeconomica, ed alla governante delle autonomie, per ampliare l’area della partecipazione. Un percorso, quello avviato a Siviglia, rivolto a mettere in rete gli attori dello sviluppo, a favorire i legami tra i popoli, a sostenere l’economia reale, in una dimensione locale, per stabilizzare le dinamiche globali. Il forum ha offerto un fertile terreno di coltura per la “sussidiarietà” operativa, in cui le valenze orizzontali e verticali del principio, sono chiamate ad esprimere un tessuto di umanità, a presidiare, prim’ancora del reddito vitale, la dignità della persona. Un tessuto, con trame evidenti di cultura solidale, che offre le condizioni necessarie per lo sviluppo di una “economia sociale di mercato”, percorso ineludibile per ricercare le vie della stabilità e della pace. Quali i percorsi operativi per sostenere la diffusione di un “modello di cooperazione decentrata” utile al nostro Paese? La dimensione regionale può rappresentare la sede privilegiata per elaborare – sulla base delle stesse esperienze rappresentate a Siviglia – un modello in cui le iniziative locali possano raccordarsi ai programmi del governo centrale. Un modello da impiegare utilmente per il perseguimento sia di obiettivi interni al Paese, che per quelli a carattere internazionale. Ed, in tale contesto, recuperare, da un lato il metodo della programmazione (stabilendo risorse ed obiettivi prioritari) e, dall’altro, processi decisionali in funzione del “Sistema Paese” e dei contesti geo-politici di interesse. E tanto per imprimere un maggior slancio alla “cooperazione decentrata” che non può che esprimersi in adesione ai “Trattati internazionali”, prerogativa degli Stati, ed agli “Accordi di collaborazione”, a titolarità regionale.

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