Auto in fiamme all'alba. E sono tre in cinque giorni

Casarano. L’ultimo episodio alle 5 di stamattina. L’incendio ha distrutto l’Alfa 166 di un operaio

CASARANO – Un’altra auto incendiata. Ed in città scatta l’allarme. Perché è chiaro che ci sia qualcosa che non va. Troppi, tre casi in cinque giorni, per essere solo una coincidenza. Alle 5.15 di questa mattina, in via Lombardo Veneto 23, le fiamme hanno avvolto l’Alfa Romeo 166 di proprietà di un operaio del posto, distruggendola. L’incendio pare essere stato di natura dolosa. Sull’episodio indagano i carabinieri del posto. 13 ottobre 2011 aggiornamento delle ore 20 Nuovo attentato intimidatorio in pieno centro cittadino. Il secondo in una settimana. Anche questa volta si è trattato di una bomba confezionata artigianalmente posizionata sotto un’automobile, una Lancia Y. L’obiettivo potrebbe essere un ristoratore quarantenne, Francesco Refolo, residente in via Leonardo Da Vinci, una parallela al centrale corso XX Settembre. Erano le ore 3.30 di ieri mattina quando l’ordigno è esploso svegliando un intero quartiere di soprassalto. La parte anteriore della vettura è andata distrutta e ha preso fuoco. L’ordigno ha danneggiato anche altri quattro veicoli che erano parcheggiati nelle vicinanze e mandato in frantumi i vetri di alcune abitazioni. L’attentato dell’altra notte ha troppe analogie con quello accaduto, nella notte tra venerdì 7 e sabato 8 ottobre, nella vicina via Principe di Piemonte. E’ probabile che il primo attentato si sia trattato di un clamoroso errore. E’ una delle ipotesi al vaglio dei carabinieri e che metterebbe in chiaro le circostanze del primo attentato. Ma torniamo all’episodio di ieri notte. Dopo l’esplosione, sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Casarano insieme agli artificieri del Comando provinciale di Lecce e i vigili del fuoco. Secondo i primi rilievi degli artificieri dell’Arma, l’esplosione sarebbe stata causata da un ordigno preparato artigianalmente, con circa mezzo chilo di polvere nera. Un grosso petardo, insomma, piazzato sotto l’auto, all’altezza del cofano, che ha provocato ingenti danni alla Lancia Y parcheggiata in strada. Per fortuna, data l’ora piuttosto tarda, non sono state coinvolte persone. L’obiettivo dei malviventi sembra essere Francesco Refolo, un imprenditore del settore della ristorazione titolare di un’attività ad Alessano. La vittima dell’attentato è conosciuto in città per essere stato, in passato, uno dei tanti imprenditori del settore calzaturiero. Anzi, una ventina di anni fa salì all’onore delle cronache perché, appena ventenne, era tra i più giovani imprenditori del calzaturiero, confessando di avere grande ammirazione del cavaliere Antonio Filograna e di sperare di imitarne la carriera. Poi arrivò la crisi del settore e Refolo, come tanti, compreso il fondatore della Filanto, fu costretto a diversificare i propri investimenti. L’inquietante episodio, insieme a quello della scorsa settimana, abbassa notevolmente il livello di sicurezza in città e fa tornare alla mente il periodo tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta quando Casarano fu interessata dalla “stagione delle bombe”. // Troppi elementi comuni con l’incendio di venerdì Un preciso modello di automobile; una strada parallela al corso XX Settembre; una persona che ha a che fare con la ristorazione; il tipo di ordigno; le modalità di esecuzione dell’atto criminoso. Sono gli elementi comuni dei due attentati che hanno interessato la città negli ultimi giorni. Il primo è avvenuto nella notte tra venerdì 7 e sabato 8 ottobre, in via Principe di Piemonte, una parallela dell’ex Extramurale della città. A mezzanotte esplode un ordigno artigianale, piazzato sotto la parte anteriore di una Lancia Y di proprietà di una donna trentenne, originaria del Molise, sposata con un casaranese che di professione fa il cuoco in un ristorante. Persone che i vicini di casa giudicano “perbene e tranquille”. L’auto, la strada parallela al corso, la vittima che lavora in un ristorante. Gli stessi elementi che ritornano nell’attentato di ieri notte. Francesco Refolo è proprietario di una Lancia Y, abita in una strada parallela del corso, è titolare di una ristorante. Le analogie sono troppe e clamorose. Tanto clamorose che i carabinieri lavorano all’ipotesi che l’attentato di via Principe di Piemonte sia stato in realtà un errore, un incredibile scambio di persona che potrebbe risolvere il mistero di quell’atto intimidatorio che gli interessati non riuscivano a spiegarsi. I malviventi, quindi, hanno colpito l’altra notte per rimediare a un errore precedente. Saranno stati i maldestri esecutori del primo attentato o il mandante li ha sostituiti? 13 ottobre 2011 Esplode un ordigno. Danni all’auto di un ristoratore CASARANO – Erano le ore 3.30 quando, la scorsa notte, un intero quartiere s’è svegliato di soprassalto. L’esplosione di un ordigno confezionato artigianalmente ha fortemente danneggiato una Lancia Y parcheggiata in via Leonardo Da Vinci, provocando danni anche ad altre quattro vetture che si trovavano nei paraggi. L’automobile presa di mira è quella di un ristoratore 40enne con attività ad Alessano. Sono in corso le indagini della Compagnia Carabinieri di Casarano per far luce sull’episodio e per appurare se l’attentato sia una sorta di “avvertimento” riconducibile all’attività dell’uomo o se sia invece legato a questioni di diversa natura.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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