La musica del ‘No Cap’ presentata a Roma

Roma. Durante l’incontro sono state ricordate le iniziative della Regione Puglia contro lavoro nero e caporalato

ROMA – “No cap. Artisti contro il lavoro nero ed il caporalato”. E’ il titolo del cd-dvd realizzato in Puglia dopo i fatti di Nardò. Un lavoro presentato oggi presso la sede Flai-Cgil Nazionale di Roma, al quale hanno preso parte anche artisti e cantautori protagonisti del concerto del 24 agosto a Nardò, che hanno voluto dare il loro concreto contributo alla causa. L’incontro di oggi è stata anche l’occasione per illustrare le proposte della Flai in merito a collocamento e mercato del lavoro. Da settembre l’attività di caporalato è diventata reato penale (Art. 12 DL138/11), ma per sconfiggere realmente il lavoro nero e il ricorso al caporalato questo non basta. Da Nardò e dalla Puglia oggi a Roma è giunta non solo la protesta contro condizioni di vita e di lavoro indegne, ma anche il modello di un diverso modo di governare il mercato del lavoro in agricoltura. La Regione Puglia ha infatti istituito elenchi di prenotazione presso i Centri per l’impiego, un tassello fondamentale per colpire concretamente caporalato e lavoro nero, poiché solo attraverso un nuovo collocamento pubblico verranno spuntate le “armi” ai caporali e alle aziende che ad essi si rivolgono. Proprio su collocamento, premialità per le aziende che faranno ricorso agli elenchi di prenotazione, permesso di soggiorno per l’immigrato che denuncia episodi di caporalato e lavoro nero, si concentreranno le prossime campagne nazionali della Flai-Cgil. All’incontro di Roma erano presenti Stefania Crogi, segretaria generale Flai-Cgil; Gianni Forte, segretario generale Cgil Puglia; Colomba Mongiello, senatrice Pd, Giuseppe De Leonardis, segretario generale Flai Puglia; gli assessori al Lavoro e all’Immigrazione della Regione Puglia, Elena Gentile e Nicola Fratoianni; Yvan Sagnet, lavoratore e protagonista dello sciopero di Nardò; Angelo Consoli, della produzione del Cd “NO CAP – Artisti contro il lavoro nero e caporalato”.

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