Aperture domenicali. La Regione impugnerà la legge del governo

Secondo la vicepresidente Loredana Capone, la legge statale entra nelle competenze regionali sul commercio

La norme sulle aperture domenicali e festive stabilite dalla Regione Puglia con la legge regionale sul commercio (è la n. 11/2003, poi modificata dalla legge 5/2008) saranno applicate senza alcuna modifica sino al 31 dicembre 2011. È questa la decisione scaturita dall’incontro tra la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone, le parti sociali e i rappresentanti degli enti locali. La Regione Puglia sta intanto valutando la possibilità di ricorrere alla Corte Costituzionale contro la legge nazionale (è la n. 111 del 15 luglio 2011) che invade le competenze regionali sul commercio, argomento che appare, peraltro, anche all’ordine del giorno della Commissione Attività Produttive in Conferenza Stato Regioni. “Mentre la legge regionale – spiega Loredana Capone – si rivolge ad un’area più vasta rispetto alle città turistiche perché guarda anche ai comuni confinanti e prevede che alle aperture domenicali si arrivi solo con la concertazione fra tutti gli operatori in modo da conciliare le esigenze dei lavoratori, del piccolo commercio e dei consumatori, la legge statale prevede la liberalizzazione totale, ma solo per le città turistiche. C’è la necessità – osserva la vicepresidente – di lanciare una sfida alle città turistiche perché se il piccolo commercio viene sostenuto da una serie di servizi e da una buona programmazione può essere il futuro nell’economia delle città turistiche, diversamente si rischia l’assurdo del centro commerciale aperto e dei musei chiusi. Poiché i turisti non visitano una città per fare la spesa nei centri commerciali, ma per apprezzare i monumenti, il paesaggio, i prodotti tipici, è evidente che più tutto questo viene valorizzato più la città potrà vantare il titolo di città turistica. La Regione Puglia – continua – è tra le più evolute in Italia perché la sua idea di concertazione quale condizione essenziale per le aperture domenicali parte dal principio che il lavoro nei giorni festivi sia a servizio di tutta la comunità e non solo della grande distribuzione. In definitiva, siamo ai nastri di partenza di una nuova logica più vasta della città turistica che è quella dei distretti urbani del commercio, aggregazioni che premiano i centri urbani a tutto vantaggio dello sviluppo economico locale, ma anche questo richiede la tutela dei lavoratori, che devono poter avere spazio per la propria vita spirituale e familiare. Quanto alla legge statale – conclude Loredana Capone – la Regione Puglia sta anche valutando la possibilità di ricorrere alla Corte Costituzionale. Questa legge è confusa, nasce come temporanea ed entra a gamba tesa nelle competenze regionali sul commercio. Un argomento, questo, che è all’ordine del giorno della Commissione Attività Produttive in Conferenza Stato Regioni”. Sulla stessa lunghezza d’onda della Regione si sono dette nelle scorse ore la Cgil e la Filcams Cgil della provincia di Lecce. “Concordiamo sulla necessità di impugnare la legge – hanno spiegato dal sindacato – che, non ponendo vincoli alle aperture domenicali, genera, non solo confusione tra gli esercenti e concorrenza sleale, ma soprattutto comprime il legittimo diritto dei lavoratori al riposo e alla presenza in famiglia. Dopo mesi di lotte e di scioperi per il rispetto della legge regionale, avvieremo finalmente una concertazione che tenga conto delle esigenze di lavoratori, imprenditori e cittadini, ma siamo altresì convinti, come sempre sostenuto, che le città turistiche abbiano bisogno soprattutto di una crescita esponenziale, nei centri storici, di cultura e non, nelle zone industriali, dei centri commerciali. Trovare un’intesa di equilibrio tra le diverse esigenze è nostro interesse, anche al fine di poter sostenere i posti di lavoro, oggi più che mai messi in crisi da una difficile congiuntura economica”. 04/06/2011 Aperture domenicali. ‘La legge pugliese non si tocca’ BARI – “Le norme della Regione Puglia sulla chiusura domenicale e festiva vanno osservate e sono rispettose dei principi costituzionali e di diritto comunitario”. L’assessora regionale allo Sviluppo economico Loredana Capone difende la legge della Puglia che sancisce la chiusura degli esercizi commerciali nei giorni festivi. “I Tribunali amministrativi di Bari e di Lecce si sono finalmente allineati sulle stesse posizioni – aggiunge -. Noi l’abbiamo più volte ribadito: la liberalizzazione delle aperture deve essere concordata anche con i sindacati e con le associazioni di categoria perché siano rispettati i diritti dei lavoratori oltre che quelli dei consumatori. È fondamentale cioè trovare il giusto equilibrio tra forme di concertazione che vadano in un senso e nell’altro. Dunque nessun sindaco può emettere un’ordinanza imponendo il proprio punto di vista”. Il riferimento della vicepresidente della Regione è alla recente sentenza con la quale il Tar di Lecce ha accolto il ricorso della ditta Discoverde Srl contro il Comune di Matino e numerose altre attività commerciali, anando l'ordinanza sindacale 22 del 25 giugno 2010 che disponeva l'apertura per tutte le domeniche dell'anno, fatta eccezione per alcune festività (Ferragosto, Natale e Santo Stefano). Il Tacco ne ha dato notizia alcuni giorni fa. La Discoverde – rappresentata dall'avvocato Giuseppe Mormandi – titolare di esercizi commerciali di medie strutture di vendita ubicate nei Comuni di Casarano e Parabita, ovvero a pochi chilometri dall'area commerciale della zona Pip del Comune di Matino, aveva impugnato l'ordinanza evidenziando una violazione della normativa statale e regionale sulle aperture degli esercizi commerciali, nella parte in cui essa prevede, al fine della decisione, un adeguato coinvolgimento delle associazioni di imprenditori e consumatori e delle organizzazioni dei lavoratori. “Secondo la sentenza – continua Capone – in ossequio ai principi della Direttiva Servizi comunitaria, la disposizione regionale si fonda sul coinvolgimento progressivo delle categorie a vario titolo interessate (associazioni imprenditoriali e di consumatori, nonché organizzazioni di lavoratori), secondo un meccanismo definito ‘a gradini’ da applicare in funzione del maggior grado di liberalizzazione che si vuole imprimere al sistema delle aperture domenicali”. La corretta attuazione dei principi della Direttiva Servizi impone pertanto ai Comuni di applicare la legge regionale sul commercio che ha una strutturazione che integra un bilanciamento di interessi, accettabile e non discriminatorio a livello comunitario, tra esigenze economiche degli operatori e del mercato e motivi di interesse generale. La Regione si è costituita a difesa della propria legge in numerosi contenziosi in materia di deroghe domenicali e festive. “La sentenza del Tar di Lecce – conclude l’assessora – finalmente fa piena luce sulla questione”.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!