Da Corigliano in Calabria per truffare con assegni protestati

Corigliano. Avrebbe comprato un negozio con assegni protestati e contanti, raggirando i proprietari. Chiuse le indagini a Rossano

Avrebbe cercato di comprare un negozio con assegni scoperti, truffando così i proprietari dell’attività commerciale. E lo avrebbe fatto a Rossano in Calabria, dove la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rosarno ha chiuso le indagini ipotizzando il reato di truffa. E’ successo ad un cittadino di Corigliano, B.L. , classe 1972. Il presunto truffatore l’aveva pensata proprio bene: prima ha pattuito l’acquisto di un’attività commerciale col proprietario, anch’egli di Corigliano d’Otranto, intervenuto per conto di suo figlio. Poi avrebbe pagato parte del dovuto in contanti, così conquistandosi la fiducia del venditore. Avrebbe poi dato la restante parte in assegni bancari per un importo complessivo di 48mila euro. Con artifici e raggiri avrebbe convinto il proprietario del negozio sul buon esito dei titoli, inducendo così il venditore e suo figlio ad aspettare la data dell’incasso. A quel punto l’amara scoperta: gli assegni erano protestati. Il coriglianese B.L., che si professa innocente, ha nominato quali propri difensori fiduciari il Collegio composto dall’avvocato Ettore Zagarese, dall’avvocato Antonio Pucci e dall’avvocato Giuseppe Vena tutti appartenenti al Foro di Rossano.

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