Cig in deroga. 'Come il ministro ha ripartito le risorse'?

L’interrogazione di Teresa Bellanova, deputata Pd: “Situazione economia insostenibile per le famiglie pugliesi e salentine”

Definisce “allarmante” la situazione occupazionale che si riscontra in Italia come in Puglia. Poi aggiunge che il Partito democratico, di cui è esponente, la denuncia da tempo. I dati resi noti ieri dalla Cgil e relativi alla crisi industriale che sta attraversando il Salento, come il resto d’Italia, non hanno lasciato indifferente la deputata del Pd Teresa Bellanova, componente della Commissione Lavoro, che già molte volte nelle ultime settimane aveva lanciato l’allarme sulla grave condizione delle famiglie leccesi che non riescono a sostenere gli effetti della crisi economica. La diminuzione del ricorso alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria ed il contestuale aumento di quella in deroga, significa infatti che la fuoriuscita dei lavoratori dal ciclo produttivo non è più di breve ma di lungo periodo e, di conseguenza, certifica lo stato della crisi: non congiunturale, ma strutturale. “Questo scenario – commenta Bellanova – condanna i lavoratori ad una perdurante condizione di dignità negata, l'economia a dover far fronte ad una drammatica riduzione dei consumi e le casse pubbliche a dover garantire in maniera sempre più continuativa i necessari ammortizzatori sociali. Questa situazione esige l'adozione da parte del Governo di serie politiche industriali e di quegli interventi strutturali, che il PD da tempo richiede e propone, per lo sviluppo e per la crescita, a partire dalla riduzione del costo del lavoro. Interventi che anche nell'ultima manovra, come nelle precedenti varate da questo Governo, sono totalmente assenti. Ma se a questa grave lacuna politica si aggiunge anche l'incapacità, da parte del Governo, di assicurare la copertura perfino degli impegni assunti riguardo agli ammortizzatori sociali, allora la condizione esistenziale di tante famiglie diventa assolutamente insostenibile.” Famiglie sulle quali, nel corso di questi ultimi due anni, troppo spesso, il Per questo motivo, parallelamente all'attività propositiva da parte del gruppo parlamentare del Pd sugli interventi strutturali necessari, la deputata salentina ha presentato un'interrogazione al ministro Sacconi, per sapere su quali basi è stato compiuto il riparto delle risorse da destinare alla Puglia e quali motivazioni hanno portato il Governo a dimezzare le risorse economiche utili alla cassa integrazione in deroga proprio in un territorio, come la Puglia, che negli ultimi anni è stato teatro di un “crollo economico–occupazionale”. Di seguito il testo dell’interrogazione. INTERROGAZIONE a risposta in Commissione BELLANOVA – Al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Per sapere, premesso che: – il 20 aprile 2011 è stato firmato l’Accordo Stato Regioni per il finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga di competenza per gli anni 2011 – 2012. Con tale intesa veniva prorogato per gli anni sopra citati l’accordo sugli ammortizzatori sociali in deroga già in vigore per il 2009 – 2010; – dalla nota ufficiale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 20 aprile 2011 si evinceva che “il Governo conferma lo stanziamento previsto dalla legge di stabilità di 1 miliardo di euro per gli interventi a sostegno del reddito a cui si aggiungono 600 milioni di residui del biennio 2009 – 2010”; – l’Intesa Stato Regioni 2011 – 2012 sugli ammortizzatori sociali in deroga e sulle politiche attive, al paragrafo Quadro Finanziario, comma 15, reca “Governo e Regioni riconfermano, fino al 31.12.2012 e nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica, l’Accordo del 12 febbraio 2009 sulle modalità di finanziamento dell’intervento a sostegno del reddito degli ammortizzatori in deroga, fuorché per le quote delle politiche passive che vengono definite, nella misura del 60% a carico dello Stato e del 40% a carico delle Regioni (al netto dell’intera contribuzione figurativa). La regola del 60-40 si applica a tutte le mensilità di sostegno del reddito erogate – con accordi regionali- dal mese successivo alla sottoscrizione della presente intesa”; – il Meridione d’Italia sta soffrendo, in particolar modo, degli effetti devastanti di una crisi economica che ha colpito fortemente il nostro Paese, costringendo molti lavoratori a fuoriuscire dal circuito del mercato del lavoro e di fatto li ha ricollocati, purtroppo, nel limbo dell’inattività; – nella sola regione Puglia si contano circa 25mila lavoratori che attualmente usufruiscono dei trattamenti di Cigs e mobilità in deroga. Va segnalato che in questo bacino di lavoratori circa 20.750 sono solo quelli collocati in regime di cassa integrazione in deroga. – tra i settori che pagano il prezzo più alto della congiuntura economica negativa in Puglia si ritrovano, principalmente, il comparto dell’arredamento, del legno, il metallurgico, il tessile abbigliamento e calzaturiero. A conferma della grave situazione economico-lavorativa determinatasi in Puglia vi sono i dati scorporati dai vari Istituti di ricerca che monitorano il mercato occupazionale e che parlano di un aumento esponenziale del ricorso alla cassa integrazione in deroga nel biennio 2009-2011. Nel 2009, infatti, le ore di cassa integrazione in deroga autorizzate sono state più di 700 mila, nel 2010, invece, hanno sfiorato i 7 milioni con un aumento in percentuale del 829,26 per cento; – in queste settimane dagli organi di stampa è emerso che la Regione Puglia aveva preventivato e chiesto al Governo almeno 200 milioni di euro per far fronte ai costi della Cigs, ma sembrerebbe che nel riparto effettuato dal Governo solo 100 milioni di euro siano stati attribuiti alla Puglia; – a parere dell’interrogante l’assenza di adeguate risorse, utili a sostenere il percorso lavorativo di migliaia di persone in difficoltà, avrebbe una diretta e pesantissima ricaduta sulla Regione Puglia e la condannerebbe ad una vera e propria moria economico-occupazionale; – se il Ministro non ritenga utile comunicare su quali basi sarebbe stato compiuto il riparto delle risorse da destinare alla Puglia e quali motivazioni avrebbero portato il Governo a ridurre le risorse economiche utili alla cassa integrazione in deroga proprio in un territorio, quale la Puglia, che nel corso di questi ultimi anni è stato teatro di un vero e proprio crollo economico – occupazionale. Bellanova, Articolo correlato: Crisi nel Salento. La Cgil: ‘La manovra non servirà'

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