Parco D’Annunzio. Là dove c’era il verde

Lecce. Poca vegetazione dimenticata; escrementi di animali abbandonati per terra; marciapiedi sconnessi ed un senso diffuso di incuria

LECCE – Se creare delle aree verdi in pieno centro cittadino è impresa ardua, lo è di meno il mantenere in salute il verde già esistente. Della mancanza di punti di aggregazione che agiscano da “polmoni” e riserve di ossigeno per i residenti nel Comune di Lecce si dice spesso; l’argomento è cosa nota e tornarci, benché utile, può risultare noioso. Meno ovvio è, però, segnalare lo stato di degrado in cui versano spazi verdi già presenti per cui sarebbe ben più semplice, per un’Amministrazione accorta, riservare quel minimo di attenzione sufficiente a mantenere uno stato dignitoso di conservazione. E’ un po’ come dire che fatto il verde, bisogna prendersene cura. E se la guardiamo da questo punto di vista, il Comune di responsabilità ne ha accumulate parecchie. Prendiamo il centralissimo parco che fa angolo tra via di Pettorano e via D’Annunzio. I cittadini lo chiamano velocemente “Parco D’Annunzio”. Che fine ha fatto il verde? Che fine hanno fatto i tanto reclamizzati dogtoilet che avrebbero dovuto permettere un “pronto intervento” da parte dei padroni ai bisogni del proprio cane? Che fine hanno fatto pareti pulite ed ambienti confortevoli? Ed i marciapiedi sicuri dove camminare senza paura di incappare in buche dispettose? E che fine hanno fatto i “polmoni verdi” se, invece che respirare a pieni polmoni, i cittadini preferiscono tapparsi il naso per evitare gli odori nauseabondi che derivano proprio dagli escrementi di cani abbandonati con noncuranza? Sono domande a cui l’Amministrazione dovrà necessariamente rispondere anche perché in periodo di pre-campagna elettorale – ma qualcuno dice che è già abbondantemente partita – è necessario dare ai propri cittadini le spiegazioni che chiedono.

parco dannunzio

Su questo tema sono intervenuti i Giovani Democratici leccesi che all’Amministrazione contestano uno scarso interesse nei confronti della cura ambientale, pur riconoscendo delle responsabilità nell’atteggiamento poco accorto dei leccesi. “Sappiamo benissimo che la natura pubblica di quest’area evidenzia la necessità di una sinergia di interessi e di cura comunale – dice Diego Dantes, dei Gd di Lecce -: da un lato l’ente che si occupa della manutenzione dell’area e dall’altro i cittadini che dovrebbero prestare più attenzione e cura verso un bene che appartiene a tutti. Noi però chiediamo All’amministrazione di fare la sua parte: ripristinare e mantenere il parchetto oggi lasciato nel più completo degrado, attrezzarlo per tutti quei cittadini che ci portano a passeggio un amico a quattro zampe ed infine chiedere maggiore controllo per la struttura del centro culturale ad oggi obiettivo di atti vandalici che ne deturpano la bellezza”.

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