Che fine ha fatto, in Puglia, la legge 281/91?

Marina di Salve. Veri e propri branchi, completamente abbandonati a sé stessi e al buon cuore di chi decide di portare loro un po’ d’acqua e di cibo

Di ritorno da un soggiorno di una settimana a Marina di Pescoluse, Comune di Salve (Lecce), scrivo per manifestare tutta la mia indignazione. “Degrado” è il termine che meglio descrive la situazione che vi ho trovato. Sporcizia, rifiuti, materassi e copertoni sparsi nei rari quadrati di verde rimasti tra le case più o meno costruite. E, soprattutto, un numero inaccettabile di cani randagi per la strada. Veri e propri branchi, completamente abbandonati a sé stessi e al buon cuore di chi decide di portare loro un po’ d’acqua e di cibo. Una situazione insopportabile sia per chi, come me, i cani li ama molto, sia per chi non li ama affatto o ne ha addirittura paura. Una situazione a mio parere molto pericolosa, prima di tutto per la circolazione stradale, e poi perché, pur essendo fortunatamente tutti animali non aggressivi, potrebbe comunque verificarsi un incidente, magari a qualche persona non abituata a interagire correttamente con i cani o a qualche persona che tenti di portare a spasso il suo, di cane. Non ho potuto fare a meno di prendere a cuore la situazione di una cagnolina, particolarmente sofferente. La ho portata da un veterinario, che mi ha indirizzato ad una volontaria della zona. Questa signora in meno di 12 ore ha preso la cagnetta e la ha portata all’ASL, dove è stata sterilizzata. E si è impegnata per fare altrettanto con le altre femmine del branco, molto probabilmente gravide. Mi chiedo perché tale interessamento non sia venuto da qualcuno del posto. Forse credono che le prossime cucciolate di randagi potranno meglio attrarre i turisti nelle stagioni a venire? Oppure non sono sufficientemente informati sul fatto che la sterilizzazione è l’unico modo efficace per risolvere il problema e che per fortuna esistono persone preparate e disponibilissime ad aiutare in questo senso? Oltre a tutto ciò faccio presente che io e la mia famiglia, che abbiamo portato in vacanza con noi le nostre due cagnoline, non abbiamo trovato nemmeno una spiaggia dove fossero ammesse, nemmeno al guinzaglio. Quindi per assurdo noi avremmo rischiato una bella multa portandoci al mare le nostre cagnoline, legate, vaccinate, microchippate e sterilizzate, mentre sulla stessa spiaggia si vedevano circolare i cani che l’amministrazione locale non sa o non vuole gestire. Proprio i Comuni che vivono così pesantemente il problema del randagismo non dovrebbero per primi promuovere iniziative volte a disincentivare gli abbandoni e ad educare la popolazione? Per esempio riservando un tratto di spiaggia anche a chi il cane sceglie di portarselo in vacanza? Ovviamente noi non torneremo a vedere il vostro bel mare e lo sconsiglieremo decisamente a chiunque ci chiederà un’opinione. lettera firmata Bergamo

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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