Caporalato: proposta perchè diventi reato

Potrebbe essere approvato insieme alla discussa manovra economica il ddl che fa del caporalato un nuovo reato. Ne discute il parlamento

Si chiama “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”. E' il nuovo articolo del Codice Penale relativo al caporalato, un fenomeno che così da vicino interessa la nostra terra e che balza agli onori della cronaca di quando in quando, senza mai aver scatenato un profondo movimento di indignazione e protesta dal basso. Almeno fra gli italiani. Infatti, due sono le manifestazioni di rilievo da parte di lavoratori ridotti in schiavitù dai caporali nel Sud Italia. La prima ci porta a Rosarno, due anni fa, quando la rivolta dei braccianti finì nel sangue. La seconda ci accompagna a Nardò, in Salento, fino alla masseria Boncuri, prossima alla chiusura, e teatro del primo sciopero di lavoratori immigrati, stanchi di essere sfruttati fino allo sfinimento e per quattro soldi. Il mese scorso è stata presentato al Senato un disegno di legge sul caporalato, che ha ottenuto un sostegno bipartisan con la sottoscrizione da parte di 30 senatori di tutti gli schieramenti politici. La manovra che il Parlamento discute proprio in questi giorni recepisce alcuni aspetti sostanziali del disegno di legge stabilendo che “chiunque svolga un'attività organizzata di intermediazione, reclutando manodopera o organizzandone l'attività lavorativa caratterizzata da sfruttamento, mediante violenza, minaccia, o intimidazione, approfittando dello stato di bisogno o di necessità dei lavoratori, è punito con la reclusione da cinque a otto anni e con la multa da 1.000 a 2.000 euro per ciascun lavoratore reclutato”. Sarebbe un passo avanti storico per il Mezzogiorno d'Italia, per spezzare le catene dei tantissimi lavoratori costretti a vivere in condizioni disumane e senza possibilità di riscattarsi. E sarebbe un utile strumento nelle mani della magistratura impegnata a spezzare il legame fra il lavoro nei campi e la criminalità organizzata, legame che si fonda anche sul caporalato. Insomma, sarebbe una scelta di civiltà.

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