Sgombero Boncuri. Cittadini in presidio

Nardò. La società civile risponde all’appello della Cgil e chiede solidarietà ai lavoratori

NARDO’ – Mentre continua lo sgombero del campo di accoglienza, allestito nella Masseria Boncuri di Nardò, sotto gli occhi dei lavoratori migranti tuttora impegnati nelle attività di raccolta nelle campagne e che non hanno ancora le risorse economiche per spostarsi o per trovare altro ricovero, una parte della società civile risponde all’appello lanciato, nelle ultime ore, dalla Cgil e organizza un presidio democratico presso la masseria. Il presidio è iniziato nelle prime ore di questa mattina ed è ancora in corso per manifestare solidarietà ai lavoratori presenti nella masseria e per impedire lo sgombero delle strutture per il loro ricovero. La Cgil, assieme alle componenti delle società civile presenti al presidio, chiede un intervento in favore dei lavoratori da parte di prefetto di Lecce, Ministero degli Interni, Regione Puglia, Provincia di Lecce. 01/09/2011 Chiude la Boncuri, immigrati per strada La masseria Boncuri chiude. Ma non cala il sipario della polemica seguita allo sciopero di qualche tempo fa dei lavoratori immigrati. L’amministrazione comunale di Nardò ha deciso infatti di non prevedere proroghe alla data di chiusura della masseria – fissata per ieri – nonostante nei campi si trovino ancora 150 braccianti impossibilitati a trovare un'altra sistemazione in poco tempo. “Due settimane fa – denuncia la Cgil – la giunta neretina aveva comunicato che avrebbe ricercato delle soluzioni per sostenere le spese per l'allontanamento dal campo e il raggiungimento di altre sedi di lavoro, tenuto conto della situazione straordinaria creatasi quest'anno sia a seguito della crisi denunciata dai produttori di angurie, ma anche in seguito alla lotta per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori e per contrastare il caporalato”. Fra le ipotesi ventilate dalla giunta, c’era anche quella di far fronte alle spese per il biglietto del treno o di mettere a disposizione i mezzi dell'esercito per il trasporto su tratti regionali, naturalmente dopo aver incassato il via libera del Ministero degli Interni, “attraverso il coinvolgimento della Prefettura di Lecce e del Sottosegretario Alfredo Mantovano”. Il 30 agosto, però, cioè appena un giorno prima dello sgombero, l'amministrazione comunale di Nardò ha pensato di avvisare i lavoratori che ancora non era pervenuta alcuna risposta nel merito delle soluzioni prospettate e che, quindi, avrebbe potuto dare a ciascuno di loro un contributo di 30 euro per il viaggio. Una cifra sufficiente per fare pochi chilometri, e a più. “Molti lavoratori – segnala ancora il sindacato e la sua rappresentante Antonella Cazzato – non hanno risorse economiche sufficienti a coprire la spesa complessiva del viaggio verso altra destinazione; altri stanno lavorando nei campi e dovrebbero essere pagati solo a lavoro ultimato; quasi tutti non hanno alcuna prospettiva di altra sistemazione. È evidente che il campo non può chiudere se non prima di aver individuato adeguate soluzioni”. La Cgil di Lecce ha inviato una richiesta di intervento al Prefetto di Lecce e, contemporaneamente, il Dipartimento per le politiche dell’immigrazione della Cgil nazionale ha interpellato il sottosegretario Mantovano “perché si assumano l’onere e la responsabilità di questa delicata situazione”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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