E’ Gallipoli, nessun dorma

Il monitoraggio dell’inquinamento acustico per l’intero mese di agosto ha rilevato continui sforamenti dei limiti previsti. Il Comune è alla ricerca di soluzioni

GALLIPOLI – Se l’inquinamento acustico è un indice di degrado ambientale, allora Gallipoli è una città degradata, non in grado di offrire ai residenti standard di vivibilità accettabili. E’ quanto è emerso nelle scorse ore dalle prime rilevazioni fonometriche disposte dal Municipio e realizzate dallo studio ingegneristico Traldi in collaborazione con l’Area alle Politiche del Territorio del Comune. Un mese di rilievi, dall’1 al 31 agosto, in orario notturno (stabilito convenzionalmente per legge tra le ore 22 e le 6), al fine di poter analizzare realmente i dati di inquinamento e quanto questo possa influire sulla vita di cittadini e turisti e poi valutare la definizione di un nuovo Piano di Zonizzazione Acustica. Perché se è vero che Gallipoli è la città che non dorme mai, tanti sono gli svaghi e le alternative che offre, non è giusto che chi invece vuole dormire, non possa farlo. Dai risultati consegnati, si evince una saturazione acustica sull’intero territorio che, a meno di immediati provvedimenti, non sarebbe in grado di accogliere nuove attività produttive senza esserne ulteriormente danneggiato. Il monitoraggio degli indici di inquinamento acustico ha riguardato località di Baia Verde e Lido San Giovanni, piazza Falcone e Borsellino, piazza Fontana Greca, via Antonietta De Pace, corso Roma e Via Grazia Deledda e le località marine di Rivabella e Lido Conchiglie. Per tutta la durata del campionamento, è stata registrata un’elevata presenza di inquinamento da traffico veicolare e sono emersi livelli assoluti sempre superiori al limite concesso dei 50 dB(A), con picchi, in alcune aree, anche di 65–68 dB(A). Si pensi che tali indici siano assimilabili ad una classificazione acustica notturna propria di aree di intensa attività umana o zone parzialmente industriali. Il monitoraggio ha inoltre rilevato un livello di rumore di fondo (zona Peep esclusa) pari a 50 dB(A), a fronte dei 30–35dB(A) ritenuti accettabili. A seguito dell’analisi dei dati in possesso, gli Uffici comunali sono attualmente alla ricerca di interventi per bonificare le aree maggiormente antropizzate. Il Comune dovrà necessariamente risolvere il problema e a tal fine dovrà elaborare strategie sia strutturali (nuovo piano traffico, asfalto fonoassorbente, zone verdi per limitare le ripercussioni del rumore in città), sia amministrative con limitazioni nella concessione di autorizzazioni commerciali, applicazione tassativa dei requisiti acustici passivi per gli edifici (D.P.C.M. 05/12/1997) e definizione di strategie per l’indirizzamento di particolari tipologie di attività verso aree acusticamente più predisposte.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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