Comunali di Lecce, si pensa alle primarie

Si torna a parlare delle primarie del centrodestra leccese. “Si misurino tutti”, chiede D'Autilia

Nell'estate che volge al termine si è discusso, e spesso, di primarie. E quella che per il centrosinistra è ormai una vecchia – ma non ben digerita – conoscenza, per il centrodestra è una nuova tentazione, che sembra porterà ad un rimescolamento ulteriore delle carte e delle alleanze in vista delle comunali dell'anno prossimo. Si inserisce nel dibattito di questi giorni, Damiano D'Autilia, giovane esponente del centrodestra leccese, che loda la disponibilità del sindaco uscente, Paolo Perrone, a mettersi in gioco con le primarie, e parla “di un atto di coraggio politico e di democrazia partecipata, apprezzato tanto dalla città quanto dai vertici regionali e nazionali dell’area del centrodestra”. E chi altri – chiede D'Autilia – lo avrebbe fatto al suo posto? Tira aria di resa dei conti, nella compagine cittadina di governo, fra chi desidera farsi avanti e chi temporeggia, giocando sottobanco e intrecciando nuove relazioni (qualcuno lo spera) con l'UDC di Casini e il Movimento Regione Salento di Paolo Pagliaro. A scendere in campo, sfidando il primo cittadino uscente che ha coagulato attorno a sé il consenso di buona parte del PdL, potrebbe esserci Adriana Poli Bortone. E la sfida potrebbe dimostrarsi così all' “ultimo sangue”. Perché se le cose non andassero poi come Perrone, e D'Autilia nella sua nota di ieri, sperano oggi, e la Poli la spuntasse, le porte di Palazzo Carafa resterebbero chiuse a chiave per molti, se non per tutti coloro che voltarono le spalle alla senatrice di ferro, convinti com'erano che fosse ormai giunta la sua “ora”, politica s'intende.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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