Dia: Lecce nel mirino dei clan

 

Relazione della Direzione Investigativa Antimafia del secondo semestre del 2010: i dati sulla provincia di Lecce

“Le mani sulla città”. Si potrebbe utilizzare il titolo del film di denuncia e impegno civile di Francesco Rosi su corruzione e speculazione a Napoli, per raccontare la presenza della malavita nel capoluogo salentino. Secondo la relazione della Dia (Direzione Investigativa Antimafia) del 2° semestre dell’anno 2010 (luglio – dicembre) risulta essere Lecce il fulcro dei fenomeni evolutivi della criminalità organizzata salentina. Nel capoluogo si registra, infatti, una fase di riorganizzazione degli assetti criminali con i clan Pepe – Caramuscio che si rafforzano a danno del clan Rizzo (i cui affiliati migrano verso il sodalizio avversario). Il quadro emerge dall’Operazione “Remetior” che ha portato in carcere, nel luglio 2010, 20 persone (fra Lecce, Surbo, Squinzano e Trepuzzi) dedite a estorsione, usura, traffico di droga, detenzione di armi da fuoco, munizionamento da guerra e gestione di bische clandestine per il controllo di attività economiche, spinto fino al tentativo di ostacolare il libero esercizio del voto (emerso tramite intercettazioni telefoniche e ambientali). “La rilevanza dell’operazione – si legge nella relazione – è rimarcata proprio dalla presenza, tra i destinatari del provvedimento restrittivo, di figure organiche al clan Pepe – Caramuscio” appoggiati dai Vitale di Mesagne e dai Tornese di Monteroni con cui hanno formato un gruppo unico che delinque a Lecce, Surbo, Melendugno, Trepuzzi, Lizzanello e Vernole nei settori di stupefacenti, estorsioni, armi. “Remetior” è riassunta nei link seguenti Operazione Remetior. Sgominato clan della Scu (16 luglio 2010) Remetior. 15 condanne per 148 anni di carcere (29 luglio 2011) In manette anche l’uomo di fiducia del boss (9 maggio 2011) E sono proprio i Tornese che, affiancando il clan Briganti che opera in città e nelle marine leccesi nel campo delle estorsioni e del traffico di stupefacenti, tentano di allungare i propri tentacoli sul capoluogo. Si tratta, spiega la Dia “di un sogno a lungo covato” dal clan e sempre osteggiato da altri gruppi già presenti su Lecce. Ed è proprio attraverso le Operazioni “Poker 2” dell’ottobre 2010 (di cui il Tacco ha parlato nell’inchiesta del mese di aprile 2011 dal titolo “Gioco Sporco”) e “Galatea” (novembre 2010) che emergono le capacità criminali del sodalizio e le sue mire espansionistiche anche in provincia. Nel primo caso l’attività a delinquere è finalizzata all’esercizio abusivo dell’attività del gioco e delle scommesse raccolte telematicamente, alla ricettazione e al riciclaggio. Nel secondo, si evidenzia il tentativo dei Tornese di estendere il proprio controllo nella cittadina di Gallipoli “appoggiando il figlio del defunto boss Salvatore Padovano nell’azione di contrasto al fratello Rosario Pompeo Padovano”. E nel solco di tali dinamiche potrebbe essere collocato anche l’omicidio del Lucio Vetrugno, uomo di fiducia dei Tornese, (dicembre 2010) nella masseria di sua proprietà. Ucciso con un colpo di pistola l’agricoltore di Monteroni (23 dicembre 2010) Sequestrati i nei del boss ucciso (31 gennaio 2011) Tra le altre operazioni importanti, mirate a combattere l’usura, l’estorsione (manifestatasi anche con episodi incendiari in danno di stabilimenti balneari) e il traffico di stupefacenti, si ricordano “Shylock”, “Canasta” e “Mercante in Fiera”. Delitti commessi in provincia di Lecce – 2° semestre 2010 Attentati: 3 (+ 1 rispetto al precedente semestre) Rapine: 103 (+ 44) Estorsioni 29 (+ 2) Usura: 1 (=) Associazione per delinquere: 3 (+ 1) Associazione di stampo mafioso: 3 (+ 1) Riciclaggio e impiego di denaro: 5 (+ 4) Incendi: 144 (+ 47) Danneggiamenti espresse in decine: 193,5 (+ 21,9) Danneggiamento seguito da incendio: 110 (+ 38) Associazione per produzione o traffico di stupefacenti: 0 (- 4) Associazione per spaccio di stupefacenti: 1 (+ 1) Sfruttamento della prostituzione e pornografia minorile: 2 (- 3) Contraffazione di marchi e prodotti industriali: 7 (- 2) Dall’analisi complessiva dei dati inerenti i delitti consumati nella provincia di Lecce, emerge un sensibile aumento di rapine, incendi, danneggiamenti e incendi. Criminalità transnazionale “Risulta in sensibile ripresa – si legge nella relazione – il fenomeno dell’immigrazione clandestina lungo le coste salentine, lungo le quali sono stati rintracciati centinaia di afghani, curdi e siriani. Rispetto al passato la novità è rappresentata dalla circostanza secondo cui gli scafisti (turchi, albanesi e greci), appartenenti ad organizzazioni criminali transnazionali, per raggiungere le coste pugliesi, hanno utilizzato prevalentemente barche a vela e costosi yacht a motore, per meglio mimetizzarsi” Articoli correlati Criminalità. Le inchieste giudiziarie destrutturano i clan (6 dicembre 2010) Il gioco sporco (aprile 2011)

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