Nardò: contro il caporalato sciopero a oltranza

In sciopero da diversi giorni i migranti addetti alla raccolta dei pomodori a Nardò in assemblea con la Cgil

Un inizio d'agosto caldo sul fronte immigrazione, quello pugliese e, in particolare, quello salentino. Ieri sera, ennesima assemblea sindacale della FLAI CGIL e Fillea alla Masseria Boncuri, a Nardò, con gli immigrati che hanno dato inizio, pochi giorni fa, ad uno sciopero selvaggio contro lo sfruttamento e il caporalato, proprio nel pieno della stagione di raccolta dei pomodori. Tre euro e mezzo, anziché la paga sindacale fra i sei e i dieci euro all'ora, per riempire casse da cento chili in dieci ore di lavoro al giorno. Questa è la paga, e la schiavitù, cui è costretto chi ha attraversato mari e terre per il sogno di un futuro migliore in Europa ed è rimasto invischiato nella maglie dei caporali. Così, questo sciopero, “è la presa di coscienza dei diritti sindacali e dell’esigenza di liberarsi dalla loro condizione di sfruttati, ai limiti della riduzione in schiavitù. Che si parli di raccolta di angurie o di pomodori poco importa; sono tutti lavoratori vittime del 'caporale etnico' o nostrano, che riscuotono il pizzo da parte dei lavoratori, per il semplice fatto di averli chiamati a prestare lavoro, quindi perpetrando un ricatto e un reato”. Lo scrivono in una nota congiunta il Segretario Generale della FLAI CGIL Puglia Giuseppe Deleonardis e il Segretario Generale della FLAI CGIL Lecce Antonio Gagliardi. Il caporalato è un fenomeno inafferrabile, che vive di clandestinità e che abbiamo imparato a conoscere, in questa terra assolata dove lo sfruttamento si autoalimenta. “E' necessario combatterlo attraverso una legislazione adeguata, a partire dal disegno di legge n.2584 presentata da un gruppo di senatori, prima firmataria la senatrice pugliese Colomba Mongiello, che ha recepito la proposta di legge presentata da FLAI CGIL e FILLEA CGIL per rendere il caporalato reato penale”, scrivono i due sindacalisti pugliesi. Non solo. Occorre rendere efficace e applicabile la Legge Regionale n. 28/2006 che disciplina le attività di contrasto al lavoro non regolare. E questo non è che l'inizio.

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