Incendi e minacce per far revocare il trasferimento. Arrestato dipendente Aqp

Lecce. Le indagini hanno accertato che le telefonate minatorie e la rivendicazione degli atti incendiari, erano partite da cabine telefoniche.

LECCE – Pur di farsi revocare il trasferimento, dall’incarico di operatore presso il comprensorio di Nardò alla qualifica superiore di capo squadra presso il comprensorio di Galatina, non avrebbe esitato a incendiare alcune autovetture appartenenti all’amministrazione dell’acquedotto pugliese e di un suo responsabile d’area del compartimento di Lecce. Protagonista di questa assurda vicenda, secondo gli inquirenti, Cosimo Anglano, neretino, 63 anni, dipendente dell’acquedotto pugliese. L’uomo è stato arrestato nel corso della mattinata, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal giudice per le indagini preliminari, Cinzia Vergine, su richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Capoccia. Le accuse nei suoi confronti sono diminacce, danneggiamento seguito da incendio, e violenza a incaricato di pubblico servizio. L’arresto è scaturito a seguito di complesse indagini iniziate nel 2008. Tra il mese di aprile 2008 ed ottobre 2010, nel territorio di Nardò, infatti, si erano verificati strani atti di danneggiamenti di autovetture in dotazione all’acquedotto. Ad essere incendiata era stata anche l’abitazione estiva del responsabile d’area. Inoltre, sulle utenze telefoniche di rete e fissa e mobile dell’uomo, erano pervenute anche molteplici minacce che facevano riferimento ai vari attentati incendiari, e tutte finalizzate a far revocare un trasferimento disposto nei confronti del dipendente neretino dell’Aqp. La complessa ed articolata attività investigativa ha portato gli investigatori a raccogliere minuziosamente elementi di colpevolezza a carico di Anglano, che avrebbe agito per costringere il suo superiore a revocare il provvedimento legittimo con il quale, nel settembre 2007, ne aveva disposto il trasferimento. In particolare le indagini hanno consentito di accertare che le telefonate minatorie e la rivendicazione degli atti incendiari, erano partire da cabine telefoniche, utilizzando schede prepagate. L’analisi dei dati delle stesse, oltre agli interrogatori dei soggetti che avevano ricevuto le telefonate, hanno consentito di individuare l’autore delle chiamate. Anglano, in mattinata, è stato rintracciato presso la sede dell’Aqp di Galatina ed arrestato.

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