Lavoro: Lecce primeggia in Puglia

Lecce. La vicepresidente della Regione Puglia sottolinea i dati favorevoli al Salento grazie all'intervento della Regione

Dopo la pubblicazione dello studio efettuato da OML e Provincia di Lecce sul mercato del lavoro relativo al secondo trimestre 2011, la vicepresidente della Regione Puglia Loredana Capone interviene sulla questione, a poche ore dalla diffusione dei dati nazionali sull'occupazione giovanile, che vedono un giovane meridionale su due disoccupato. Lo studio provinciale, tuttavia, evidenzia come il Salento sia riuscito a fare meglio di altre realta' pugliesi e la Capone lo sottolinea tirando acqua al proprio mulino, com'è ovvio. “I numeri resi noti dall’Osservatorio del mercato del lavoro della Provincia di Lecce nel report trimestrale – spiega la Capone – sono incoraggianti seppure in un quadro di grave crisi occupazionale. Qualcosa si muove. La provincia di Lecce svetta nella geografia delle assunzioni con 481 nuovi posti di lavoro, davanti a Bari con 109 assunzioni incentivate, Foggia con 23, Taranto con 13, Brindisi con 7 e BAT con 5”. Loredana Capone ci tiene a specificare che il merito di questo primato è del bando “Dote occupazionale”, di cui fanno parte 170 aziende pugliesi, ad eccezione di due con sede legale rispettivamente a Bologna e a Milano, ma che hanno investito e assunto nel territorio pugliese. Sono complessivamente 638 le assunzioni incentivate ed è di oltre 7,5 milioni di euro il contributo pubblico messo a disposizione attraverso il Fondo Sociale Europeo e il cofinanziamento regionale. “Il successo del bando – ha sottolineato la Vicepresidente – dimostra che la Regione Puglia ha saputo cogliere le questioni effettive che sono a fondamento delle difficoltà di incremento dell’occupazione. Ci auguriamo che questi incentivi possano dare un respiro di sollievo ad un territorio in cui l’occupazione è ferma, soprattutto quella giovanile e femminile”. 29 luglio 2011 Occupazione. La ripresa è lenta LECCE – L’Assessorato alle Politiche del Lavoro e Formazione Professionale della Provincia di Lecce ha pubblicato il terzo Report Trimestrale prodotto dall’Osservatorio del Mercato del Lavoro (OML) della Provincia. La Relazione riporta i dati relativi sull’andamento del mercato del lavoro in Provincia di Lecce nel secondo Trimestre 2011. Ad introdurla è l'assessore alla Formazione Professionale e alle Politiche del Lavoro Ernesto Toma, che si dice entusiasta per lo studio portato avanti dall'OML: “proseguiamo con la pubblicazione dei Reports del Mercato del Lavoro, analizzando i dati relativi alle dinamiche del sistema del lavoro locale. I Reports rappresentano uno strumento aggiornato, che si avvale di innovativi metodi di analisi che partono dalla banca dati a disposizione presso i C.P.I. (Centri per l’Impiego) e integrano le informazioni provenienti da INPS e Camera di Commercio”. Insomma, lo strumento statistico messo in moto dagli ingegneri dell'Osservatorio Domenico Aprile e Valentina Ragogna si rivela un ottimo mezzo per monitorare, anche se non completamente, l'andamento dell'occupazione professionale sul territorio. Alcuni dati, presentati con ottimismo dallo stesso assessore Toma, sembrano indicarci dei miglioramenti: il tasso di disoccupazione del secondo trimestre 2011, se confrontato con quello dello stesso lasso di tempo del 2010, registra un calo di 2,4 punti percentuali, mentre il numero di occupati rispetto al 1° trimestre 2011 risulta essere aumentato del 7,7%; i soggetti in cerca di un’occupazione diminuiscono del 26,4% rispetto al 1° trimestre 2011 e l'occupazione giovanile aumenta del 2,8%. Numeri che incoraggiano, certo, ma che lasciano nell'ombra qualche dubbio interpretativo. Nel Report, infatti, i dati fanno riferimento ai 538.206 soggetti (263.367 uomini e 274.839 donne) censiti presso i Centri per l’Impiego della Provincia di Lecce. Ovvio, quindi, che lo studio non interessi né prenda in considerazione quell'elevata percentuale, se paragonata al totale, di lavoro sommerso, di lavoro nero, così drammaticamente radicato sul nostro territorio. Altra nota dolente è quella che riguarda le categorie protette: a fronte dei 22.959 iscritti, solo un numero ridotto può godere di un'occupazione, nonostante la legge 68/99 e alcuni interventi di qualche politico attento. Ancora troppe aziende obbligate dalla legge ad assumere disabili preferiscono, perché effettivamente conviene, pagare l'esigua cifra che corrisponde alla sanzione giornaliera piuttosto che aiutare a sfoltire quest'enorme lista. Poi qualche indicazione su età e generi; il tasso di disoccupazione trimestrale è maggiore per la popolazione di sesso femminile: lo scarto passa da 2,3 punti percentuali nella fascia 20-64 anni, a 3,2 punti percentuali nella fascia giovanile (20-24); quindi le speranze di lavoro sembrano diminuire per le donne giovani, ma, in generale, il tasso di disoccupazione giovanile è superiore di circa 2 punti percentuali rispetto alle altre fasce. Per chiudere, dal confronto tra il 1° semestre 2010 e il 1° semestre 2011 si rileva un incremento di comunicazioni obbligatorie di avviamento al lavoro pari a 9.034. Tuttavia, anche per quanto riguarda le cessazioni risultano essere notevolmente aumentate facendo riferimento allo stesso confronto temporale (28.392 CoB di cessazione in più nel 1° semestre 2011 rispetto al 1° semestre 2010). Esaminando le 61 pagine di Report fornite dalla Provincia, alcuni dati sembrano lasciare spazio alla speranza di crescita, ma, purtroppo, se consideriamo l'andamento negli anni, il quadro continua a riflettere abbastanza fedelmente la crisi che soffoca il mondo del lavoro.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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