Venneri: 'Il mio non è un capriccio'

Gallipoli. Le precisazioni dell'ex sindaco Giuseppe Venneri dopo la pronuncia del Tar sugli orari notturni dei lidi

Aggiornamento delle 18.00 Dormire all'1.30 di notte non è un capriccio. Lo scrive in una nota l'ex sindaco della Città Bella Giuseppe Venneri, cha aggiunge: “Ribadendo, come premessa, il rispetto assoluto per i pronunciamenti degli organi giudiziari, tuttavia una riflessione seria e ponderata si rende opportuna in merito alle determinazioni dell’ordinanza con cui, lo scorso giugno, si è cercato di regolamentare una materia difficile e complessa quale quella delle emissioni sonore. Il punto di partenza, a mio modo di vedere, riguarda il contemperamento di due interessi, quello all’impresa degli stabilimenti balneari e quello al riposo e in qualche caso anche alla salute di residenti e villeggianti. Due diritti legittimi che, tuttavia, devono avere pari dignità e quando la convivenza non è possibile, la stessa Costituzione fa propendere l’ago della bilancia verso la tutela della salute dei cittadini. Dico di più. L’orario riferito all’1.30 di notte non è stato un capriccio mio personale né tanto meno un numero estratto a sorte: più semplicemente è stato il riferimento temporale che è stato il risultato di precise indicazioni maturate a seguito di diversi incontri tenuti in Prefettura, alla presenza dei vertici territoriali delle Forze dell’Ordine e dello stesso Prefetto. Vale a dire dalla più alta autorità dello Stato presente in provincia. L’ordinanza, pertanto, si inseriva in un solco in cui i paletti erano rappresentati dalla fissazione di regole e criteri certi per tutti. Oggi quei paletti sono stati buttati a terra ma sono certo che il Commissario prefettizio, dott. Biagio De Girolamo, vorrà ripristinarli laddove erano stati posizionati, seguendo la direttrice voluta dalla stessa prefettura. Infine una considerazione, rivolta a chi ha festeggiato l’ordinanza – come suo costume – strumentalizzandola per bassi fini di bottega. Il far west, da che mondo è mondo, è quello in cui regnano l’anarchia e l’assenza di regole, non viceversa. Quindi chi ci ha accusato di aver creato un “far west” evidentemente o non ha le idee chiare o non sa di che cosa sta parlando”. 25/07/2011 Tar: via libera alla movida di Gallipoli di Andrea Gabellone Il timer del destino della movida gallipolina, in piena estate, si ferma per ordine del Tar. Il Tribunale Amministrativo Regionale ha infatti sospeso l’ordinanza del sindaco con la quale l'orario per musica e spettacoli veniva ridotto dalle 4.00 all'una e trenta. Il primo cittadino aveva semplicemente attuato un indirizzo fornitogli dal Consiglio comunale lo scorso marzo, indirizzo che non era evidentemente piaciuto ad un gruppo di imprenditori balneari di Gallipoli, tutti aderenti ad Assobalneari Salento. Sono stati loro a ricorrere ai giudici, rappresentati dagli avvocati Saverio Sticchi Damiani e Danilo Lorenzo, dopo che le riunioni con operatori turistici ed amministrazione comunale avevano portato ad un a di fatto. Prima dell'ordinanza musica e balli, in quel di Gallipoli, scorrevano indisturbati insieme a cocktail e risate fino alle 4.00 del mattino, anche se la somministrazione di bevande alcoliche doveva essere interrotta un'ora prima. Con l'ordinanza dello scorso giugno, il “turn off” musicale è stato imposto all'una e trenta. Orario che, secondo i ricorrenti “non è idoneo al raggiungimento degli obiettivi di quiete pubblica e sicurezza urbana” per due motivi. Il primo è che esiste già, sulla questione, una legge regionale. Il secondo è che il limite orario è arrivato come una mannaia sulla stagione balneare già cominciata ed ha colpito indiscriminatamente qualsiasi tipo di attività di intrattenimento, senza distinzioni. Il TAR di Lecce – presidente Antonio Cavallari – ha accolto la domanda cautelare, affermando che i limiti delle “immissioni sonore” sono già dettati dalla normativa della Regione Puglia e prendendo atto del fatto che i ricorrenti avevano garantito, con la sottoscrizione di un documento presentato all’Amministrazione Comunale, che le attività di intrattenimento sarebbero state svolte a volume contenuto e che avrebbero provveduto alla pulizia straordinaria a proprie spese del tratto di strada che costeggia Baia Verde, quello maggiormente frequentato. “Il Giudice amministrativo ha ritenuto di far rientrare l’intera vicenda nell’ambito dei concetti di razionalità e realtà dei fatti – scrivono gli avvocati Sticchi Damiani e Danilo Lorenzo – laddove sussiste una espressa disposizione regionale che impone limiti sonori rigorosi tanto di giorno quanto di notte, con la conseguenza che non ha più ragion d’essere la riduzione dell’orario di diffusione sonora”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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