Regione Puglia: stop al CDR

Il Consiglio Regionale blocca la possibilità che su tutto il territorio regionale sia impiegato il CDR come combustibile

Al grido di “la Salute è un diritto, non è una merce!!!” la battaglia del Comitato intercomunale “Non inceneriamo il nostro futuro” ottiene un primo grande risultato, con lo stop della Regione alla possibilità che Colacem e Cerano brucino CDR. Obiettivo successivo, annunciano, è la “strategia rifiuti zero” in tutta la Puglia, ma intanto si festeggia la decisione del Consiglio Regionale di bloccare la possibilità che su tutto il territorio regionale sia impiegato il CDR come combustibile fino a quando l'Ente non firmerà con tutte le aziende interessare una convenzione che le obblighi al rispetto degli indirizzi fissati nel PEAR regionale. Soltanto così si potrà impedire – spiega il Comitato – che le Aziende continuino a decidere, come avvenuto sinora, in modo autonomo in materia di movimentazione e qualità del combustibile da utilizzare. Il Consiglio regionale ha deciso per lo stop anche in virtù dei dati allarmanti di inquinamento di aria, terra e acqua, “causa – scrive ancora il Comitato – di enormi ed irreparabili danni alla salute dei cittadini pugliesi accertati dai dati epidemiologici stilati dalle ASL”. Un grande peso devono averlo avuto anche le migliaia di cittadini mobilitatesi in questi mesi e impegnati, da oggi, nel chiedere l'adozione e l'applicazione virtuosa della Strategia Rifiuti Zero, “già validamente utilizzata in moltissime parti di Italia con eccellenti risultati in termini di salute ambientale e di ricaduta occupazionale”. Il modello al quale guardare viene dalla Toscana, da Lucca precisamente, e da Vedelago in Veneto. “Ora ci aspettiamo – scrivono ancora – che anche la Provincia di Lecce, chiamata a ridiscutere l'ordine del giorno sulla richiesta di Colacem di bruciare CDR, possa saggiamente e coerentemente ritornare sui suoi passi e decidere di bloccare l'autorizzazione fortemente non voluta e lesiva dell'incolumità di tutti i cittadini”. Nessuno, insomma, è disposto a concedere “deleghe in bianco”.

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