Casa abusiva? Menozzi non risponde

Collepasso. I consiglieri Gianfreda e Perrone denunciano in un’interrogazione un presunto abusivismo dell’assessore provinciale Salvatore Perrone

Collepasso. La casa dell’asessore provinciale Salvatore Perrone sarebbe abusiva. Lo denunciano in un’interrogazione i consiglieri dell’Unione per Collepasso, presentando una dettagliata documentazione che attesterebbe numerose irregolarità. Secondo i due consiglieri di centro sinistra il sindaco Menozzi avrebbe abbandonato il Consiglio per non rispondere all’interrogazione. Per cui hanno diramato una nota in cui si chiedono conto di tale condotta: “Perché lei si è sottratto al suo dovere – scrivono i consiglieri – di dare risposta in Consiglio comunale ad un’interrogazione dei sottoscritti? Perché ha abbandonato il Suo posto in Consiglio ed è fuggito?. Paolo Menozzi – precisano – doveva rispondere ad una dettagliata, documentata e rigorosa interrogazione dei sottoscritti su una vicenda scabrosa e scandalosa che riguarda l’iter amministrativo di un’abitazione abusiva in cui abita attualmente l’assessore provinciale Salvatore Perrone e la moglie. Un’abitazione situata in zona agricola, a poche centinaia di metri dall’abitato urbano, per cui era stato inizialmente richiesto il permesso di costruire come “locali ad uso deposito attrezzi agricolo con annessa abitazione rurale”, ma che poi è diventata fittiziamente una “villetta bifamiliare” (nella realtà, unifamiliare) che ha ampiamente superato la superficie originaria prevista e che presenta tali e tanti punti oscuri e violazioni di norme da far rabbrividire. Molti sono i dubbi ai quali il sindaco Menozzi non ha voluto dare una risposta – concludono Pantaleo Gianfreda e Vito Perrone – ingigantendo nei cittadini il sospetto, divenuto ormai certezza, della fondatezza delle nostre denunce. Su questa vicenda ritorneremo con altre e diverse iniziative (già domenica 24 luglio faremo un pubblico comizio), al fine di ripristinare la legalità e punire l’arroganza e le malefatte di alcuni politici, che, non sappiamo in base a quale diritto, ritengono di non essere, come tutti i cittadini, soggetti ad alcuna legge e di poter fare e disfare a proprio piacimento i propri interessi, anche in dispregio della legge”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!