Garante dei detenuti. Il plauso di Negro

Ieri l’istituzione in Consiglio regionale. La Puglia è la terza regione ad adottare l’iniziativa

“L’istituzione dell’Ufficio del ‘Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale’ è il segno di una sensibilità e di un’attenzione crescente verso chi sperimenta la dura esperienza del carcere. L’iniziativa, che trova il favore dell’Unione di Centro, rientra in uno di quei temi che mette al centro della politica l’uomo in quanto tale e il cui obiettivo è tutelarne la dignità e garantirne il rispetto, anche quando ha sbagliato ed è chiamato a pagare per i suoi errori. Un’idea dell’uomo che ci deriva da quella cultura cattolica che è nelle nostre radici di moderati e che non abbiamo mai rinnegato”. Lo ha detto il presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, nel suo intervento di ieri durante il dibattito per l’istituzione e la nomina del garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, approvato all’unanimità dal Consiglio regionale con la nomina di Pietro Rossi. “Siamo consapevoli – ha sottolineato Negro – che la istituzione del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale è solo un primo passo di un cammino irto di insidie e difficoltà che si pone come obiettivo quello di proteggere e tutelare sotto il profilo umano le persone presenti negli istituti penitenziari ma anche nei centri di prima accoglienza e nei centri di permanenza temporanea per stranieri. Un’iniziativa al momento adottata solo da altre due regioni (Lazio e Sicilia), che dà il segno del grado di solidarietà e di profonda umanità che la gente di Puglia è ancora in grado di esprimere, nonostante le difficoltà di una crisi che ha messo in ginocchio la nostra economia e a cui l’intera classe politica guarda con forte preoccupazione”. Compito primario del Garante sarà far emergere le difficili condizioni di vita di chi si trova a sperimentare la durezza del carcere e di altre misure restrittive della libertà personale e di collaborare con le istituzioni preposte a migliorarne la qualità di vita per favorirne il recupero nella società civile e il reinserimento nel mondo del lavoro. Allo stesso tempo rappresenta un richiamo per tutte le forze politiche affinché collaborino nel migliorare lo standard di vita qualitativo dei detenuti. Il presidente Udc ha poi ricordato il difficile contesto e le difficoltà in cui operano quotidianamente gli agenti di polizia penitenziaria. “Occorre dotare sempre più il personale addetto alla sorveglianza – ha spiegato – di adeguati strumenti culturali e umani che gli consentano di affrontare con sicurezza il difficile compito che gli viene affidato. In questo difficile contesto il lavoro del Garante sarà prezioso e utile in quanto sarà da stimolo nel processo di recupero e reinserimento nella società civile e nel mondo del lavoro di chi ha sbagliato ed ha scontato o sta scontando la sua pena. La sua istituzione – ha concluso Salvatore Negro – apre la strada a nuovi percorsi per una società più equa che non dimentica gli ultimi, anche quelli che hanno sbagliato, ma li pone al centro dell’attenzione offrendogli nuove possibilità di riscatto e di vita”.

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