Carceri: lo scandalo degli automezzi

Moltissimi mezzi di trasporto della polizia penitanziaria, ridotti ad un ammasso di rottami, continuano a camminare violando le più elementari norme di sicurezza stradale

È ormai fatto noto: le carceri pugliesi hanno superato da tempo la soglia della vivibilità. Sovraffollamento, condizioni igienico-sanitarie pessime e strutture fatiscenti sono tra le cause principali di un degrado che si palesa sempre più con l'arrivo della stagione estiva. Un'altra situazione ai limiti che viene fuori in questi giorni è quella relativa agli automezzi della polizia penitenziaria: a Lecce, i furgoni camminano con le gomme talmente usurate che si può intravedere la tela in acciaio, la maggior parte dei veicoli ha raggiunto e superato i 500.000 km e molti di questi sono fermi poiché non ci sono i fondi per pagare le riparazioni. Questo, però, è solo un assaggio nel panorama pugliese. Dal Sindacato Autonomo della Polizia Penitenziaria, ci arriva notizia che molti furgoni non sarebbero a norma di legge neanche per quel che riguarda il collaudo. L'usura, la scarsa affidabilità e la mancanza di finanziamenti hanno reso la traduzione dei detenuti una tortura: i furgoni blindati hanno i finestrini sigillati, ma, all'interno, l'aria condizionata non funziona; con la complicità del caldo, le condizioni si fanno intollerabili.

Come se non bastasse, i soldi non bastano neanche per la sopravvivenza dei servizi: i fornitori di carburante non vengono pagati, quindi tanti mezzi sono rimasti a secco di benzina o fermi nelle carceri o officine in attesa di manutenzione. A Turi, ad esempio, l’azienda fornitrice e le autofficine che lavorano su automezzi vecchi ed usurati hanno dato un ultimatum all’amministrazione: se non si saldano i debiti, sospenderanno i servizi. Un aneddoto significativo: il personale di polizia penitenziaria impegnato in una traduzione di detenuti da Bari verso Firenze è rimasto bloccato perché finita la benzina; per poter ritornare a casa, gli agenti sono stati costretti a pagare di tasca propria il carburante. Dalle foto, inviateci dagli stessi poliziotti, si evince lo stato di incuria nel quale versano alcuni automezzi e, sinceramente, le immagini scoraggiano abbastanza. Dalle celle ai furgoni, la situazione dei detenuti pugliesi sta assumendo, col passare del tempo, tratti da girone dantesco. Sarebbe auspicabile che la politica dimenticasse i propri privilegi, oramai fuori da ogni logica, e cominciasse a riflettere seriamente su questo scempio.

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