Campese: ‘Lo sport è più di ciò che si crede’

L’INTERVISTA. Strutture degradate, troppo costose rispetto all’uso che se ne fa. E’ lo sport in Puglia. Ma l’assessora ha in mente una rivoluzione

di Marigea Cirillo Lo sport è strumento di condivisione, unità e solidarietà. Coinvolge tutte le fasce d'età, tutte le culture e ceti sociali, e non fa distinzione tra uomini e donne. Stimola la formazione di una personalità sana, accresce l'autostima, insegna disciplina e autocontrollo. A voler elencare tutti i benefici della pratica sportiva si commette l'errore di tralasciarne qualcuno, ma un aspetto merita particolare attenzione, specialmente in questo momento di grande incertezza economica. Lo sport può e deve, rappresentare un volano importante per l'occupazione giovanile. “Lo sport è indubbiamente uno strumento che può creare posti di lavoro”. Non ha dubbi a riguardo l'assessora alle Risorse umane, semplificazione e sport della Regione Puglia, Maria Campese, che sottolinea il potenziale di un settore, purtroppo, ancora non del tutto espresso. “Ci troviamo in un ambito in cui non si sono sviluppate tutte le potenzialità. Basti pensare al numero degli impianti non funzionanti presenti sul territorio pugliese. Queste strutture, spesso abbandonate al loro destino, potrebbero creare occasioni di lavoro se solo ne venisse affidata la gestione a cooperative di giovani. A tal proposito stiamo lavorando per modificare la legge regionale e imporre il vincolo che per ciascun impianto sia contrattualizzato un laureato in scienze motorie”. Quanto pesa lo sport nel bilancio regionale? “Per l'anno in corso sono stati stanziati 2 milioni e mezzo per l'impiantistica sportiva e per la promozione dell'attività sportiva, e delle manifestazioni”. Non ha l'impressione che lo sport non sia tenuto in giusta considerazione? “Da sempre lo sport, sia nelle politiche regionali, sia degli enti locali, è stato trattato da Cenerentola, considerato superfluo da tutti. Non si è compreso appieno che è il tramite per costruire il benessere di domani, è un allenamento per affrontare la vita, per imparare a rialzarsi dopo una caduta. Per diffondere questi concetti tra i più piccoli e abituarli ad una vita sana quanto più possibile, abbiamo dato vita al progetto sperimentale ‘Corretti stili di vita’ per i bambini delle scuole elementari. L'iniziativa intende coniugare lo sport con una sana alimentazione e una modifica delle abitudini negli spostamenti scuola-casa”. Un parallelo tra sport e turismo è azzardato? “Abbinare eventi sportivi a percorsi di conoscenza nella nostra splendida regione può dare linfa ad entrambi i settori. Lo sport può inoltre diventare ambito di attrazione per determinate categorie interessate ad impianti sportivi e a seguire eventi di carattere internazionale”. In che condizioni è la Puglia nell'impiantistica sportiva? “Non è messa bene. Da una nostra ricognizione si evince che ci sono tanti impianti in stato di degrado. Nella prossima programmazione finanziaria è previsto il recupero delle strutture già esistenti attraverso interventi di messa a norma per la sicurezza e l'abbattimento di barriere architettoniche. Il problema più grande è costituito dai costi di gestione estremamente esosi rispetto al bacino di utenza. Dotando le strutture di impianti fotovoltaici ci sarebbe un risparmio idrico ed energetico, quindi costi di gestione più contenuti”. A volte lo sport diventa anche strumento politico e usato per fare propaganda. Lei ha preso una posizione netta sul “Giro di Padania”. “Lo sport, da sempre, ha unito i popoli persino nelle guerre. Utilizzare e strumentalizzare lo spirito sportivo per veicolare un messaggio non di solidarietà bensì di divisione e contrapposizione tra aree geografiche, è inaccettabile”. Recupero e reinserimento sociale dei minori detenuti. Anche in questo caso lo sport potrebbe fare tanto… “Abbiamo siglato un protocollo d'intesa con la giustizia minorile e finanziamo le attività sportive dei minori in detenzione e dei minori affidati ai servizi sociali. E' anche in corso un progetto per diventare arbitri di calcio. L'iniziativa mira ad insegnare a questi ragazzi il rispetto delle regole affidando proprio a loro il compito di farle rispettare nei panni di giudice di gara”.

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