CGIL e PD a sostegno dei precari della Provincia

Antonella Cazzato e Loredana Capone si schierano dalla parte dei nuovi precari della Provincia di Lecce.

Tra i ri-precarizzati della Provincia di Lecce c'è anche il personale del Progetto Libera. Il progetto Libera nella provincia di Lecce è nato nel 2000, quando la Giunta provinciale di allora decise di mettere in campo interventi di assistenza e integrazione sociale a sostegno delle donne straniere, provenienti soprattutto dai Paesi dell'est. In tante hanno raggiunto il Salento attraverso flussi gestiti dalla malavita, vittime di grave sfruttamento sessuale e costrette alla prostituzione. Le risorse finanziarie, a carico del Dipartimento per le Pari opportunità e della stessa Provincia, hanno permesso di fare crescere il progetto, di anno in anno, ampliando l’area degli interventi di sostegno, protezione e tutela in favore delle vittime di tratta e grave sfruttamento. È stato possibile anche attivare collaborazioni e forme di cooperazione con i Paesi di provenienza delle persone, con istituzioni pubbliche, soggetti privati, università, con la magistratura e le forze dell'ordine. Insomma, un “servizio” gestito da una Pubblica Amministrazione che ha liberato donne e uomini da condizioni indegne di vita, che ha riconosciuto loro diritti e che li ha accompagnati in un percorso di protezione e integrazione, dando lustro all’amministrazione proponente e al suo territorio. Nel 2008, dopo otto anni di precariato, questo personale altamente qualificato è stato stabilizzato dalla Giunta presieduta da Giovanni Pellegrino. Oggi, quel passo in avanti verso l'accoglienza e l'integrazione nei confronti di tante donne vittime delle mafie è messo fortemente in discussione da un'attuazione che, secondo la segretaria confederale della CGIL Lecce Antonella Cazzato, “tende a destrutturare la parte migliore dei servizi pubblici”. “Sono state depotenziate le strutture e ingarbugliati i livelli di responsabilità intermedie – spiega la Cazzato – agendo in tutti i modi per “demotivare” il personale; oggi viene anche bandito un avviso pubblico per il conferimento di incarichi su professionalità che esistono già e che fino ad ora hanno garantito il servizio. Professionalità che sono incardinate nella dotazione organica dell'Ente Provincia di Lecce, con incarichi a tempo indeterminato. Oggi viene annunciato lo spostamento della sede di Libera in struttura che non è idonea”. Anche Loredana Capone, vicepresidente della Regione Puglia, ha voluto esprimere al presidente Gabellone il suo dissenso con una lettera aperta. Nella missiva si elogia il lavoro svolto dai nuovi precari in questi anni, specificando che il Progetto Libera, il progetto R.I.S.O,  il servizio ambiente e i servizi sociali sono tutti settori che hanno raggiunto l'eccellenza, basandosi sulla competenza di questi giovani.  “Precarizzare i servizi dell’amministrazione provinciale – aggiunge la Capone – è un grave errore politico e sociale. Lo è anche dal punto di vista umano. I maligni pensano che dietro ci sia l’obiettivo di rendere liberi quei posti. I fatti e gli atti finora intervenuti evidenziano la scelta politica di precarizzare i servizi. Credo, Presidente, che questo non giovi alla Provincia di Lecce  e la prego di impegnarsi a trovare una soluzione vera e concreta a vantaggio dei bravi professionisti che sono sotto Palazzo Adorno ma soprattutto a vantaggio dei cittadini salentini”. articoli correlati: ‘Stabilizzati' di Pellegrino: I sindacati disertano il tavolo

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