PET-TC di Cavallino: tutto ancora bloccato

L'amministratore dell'unico centro PET del Salento scrive alle redazioni per denunciare l'ennesima beffa perpetuata ai danni dei malati salentini

di Giuseppe Calabrese (Amministratore “Centro di Medicina Nucleare Calabrese”) A seguito del colloquio telefonico intercorso tra il sottoscritto Giuseppe Calabrese, amministratore unico del Centro di Medicina Nucleare Calabrese e il Direttore Sanitario dell'ASL di Lecce dott. Sanapo, mi corre l'obbligo di informare i mezzi di informazione e l'opinione pubblica (che da oltre tre anni ci sta sostenendo in questa estenuante battaglia per la messa in funzione dell'unica PET-TC del Salento), che l'obiettivo dell'imminente riapertura della struttura di Cavallino che sembrava cosa fatta, all'indomani dell'accreditamento istituzionale della Regione, viene di fatto reso vano dall'ASL Lecce per ammissione dello stesso dott. Sanapo con il pieno consenso, a suo dire, del Commissario straordinario d.ssa Ciannamea. Il sospirato documento che ci ha concesso l'accreditamento e che, a dire dell'ASL, rappresentava l'unico ostacolo alla concessione del budget per l'inizio dell'attività in convenzione col SSR, con enorme risparmio per le casse regionali e per le famiglie degli ammalati, si è rivelato un foglio di carta straccia senza valore. Tutti ormai, addetti ai lavori e non, hanno capito che effettuare un esame PET-TC fuori dal proprio territorio di residenza costa molti soldi all'ASL di Lecce che deve comunque pagare la prestazione a tariffa superiore a quella prevista per le prestazioni in loco e alle famiglie dei pazienti che devono intraprendere i “viaggi della speranza”. Ciò nonostante la risposta dei vertici dell'ASL alla mia domanda su quando intendano assegnare il budget per iniziare finalmente a lavorare è stata: “non abbiamo i soldi”. Una risposta inaccettabile. A breve convocheremo una conferenza stampa per illustrare per l'ennesima volta i dati incontrovertibili che dimostrano lo sperpero di denaro pubblico operato da Aministratori poco illuminati. Inoltre riferiremo le circostanze che provano come l'ASL imponga ai malati di effettuare gli esami nella lontana San Giovanni Rotondo in quanto Brindisi ha già liste d'attesa di mesi.

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