Davide vs Golia, ovvero l'ex sindaco Conte contro la Burocrazia

Lettera dell'ingegner Pasquale Conte, ex sindaco di Martano, a Regione Puglia e Provincia di Lecce con una richiesta chiara: snellire la burocrazia dispendiosa e macchinosa.

La denuncia arriva dall'ingegner Pasquale Conte, già sindaco di Martano, il quale, con una lettera alle autorità, evidenzia quali sono le complicazioni burocratiche messe in atto da Regione Puglia e Provincia di Lecce ai danni di un cittadino che vuole realizzare un fabbricato. Non è certo l'unico esempio di burocrazia esasperata cui bisogna far fronte nel panorama già labirintico dei nostri uffici pubblici, ma è un esempio chiaro di come, oltre lo spreco di materiali e denaro, sia contemplata anche una grande perdita di efficacia e di tempo.  Ma veniamo all'esperienza di Conte:  Il cittadino richiedente, dopo aver ottenuto il Permesso di Costruire dal Comune con conseguente versamento degli oneri concessori e di quelli istruttori, previa acquisizione di parere della ASL (la quale chiede il versamento di tanti oneri istruttori per quanti endoprocedimenti mette in atto, potrebbero essere anche 4), dei Vigili del Fuoco (ove necessario), della Soprintendenza alle Belle Arti (ove necessario), dell’Autorizzazione Paesaggistica (ove necessario), arriva alle forche caudine della Provincia, la quale, per controllare la bontà dei calcoli statici dell’opera da realizzare, oltre agli oneri istruttori di 90,00 € richiede: – Istanza del committente, in doppio originale (2 x 14.62€), con l’indicazione di tutti gli allegati alla domanda, controfirmata e timbrata da parte di tutte le figure professionali che intervengono nella costruzione; – Richiesta del costruttore, in doppio originale (2 x 14.62€), in cui denuncia la costruzione de qua; – Attestazione del calcolatore, in doppio originale (2 x 14.62€), della corrispondenza delle opere strutturali agli elaborati del Permesso di Costruire; – Asseverazione, in doppio originale (2 x 14.62 €), di tutti i tecnici che intervengono nella realizzazione dell’immobile con l’indicazione di tutti gli elaborati così come riportati nella istanza del committente; – CD contenente tutti gli elaborati presentati.  Risulta evidente da questo iter che, oltre la notevole spesa di 116,96 euro in marche da bollo, vi è una sorta di accanimento burocratico: è necessario effettuare una serie di procedimenti, ridondanti all'occhio del comune cittadino, per la costruzione dello stesso unico e identico edificio, nello stesso giorno, per lo stesso ente ed in doppio originale bollato, da parte del proprietario e del costruttore. Come se non fosse già sufficiente, tutti i tecnici, che a vario titolo intervengono nella realizzazione dell’immobile, devono firmare e timbrare, sempre in doppio originale bollato, sia la domanda presentata dal proprietario, sia l’asseverazione sia l’attestazione.  La tecnologia, che anche a questo dovrebbe servire, non è ancora stata presa in considerazione da tanti uffici pubblici. Eppure, anche senza l'apporto della digitalizzazione, si potrebbe sfoltire il tutto riducendo la presentazione, come propone l'ingegner Conte, ad un unico atto bollato, purché contenuto in quattro facciate, e contestuale rilascio di copia autenticata da parte del funzionario ricevente.  Ennio Flaiano, nel suo “Diario notturno”, scriveva: “Gli presentano il progetto per lo snellimento della burocrazia. Ringrazia vivamente. Deplora l'assenza del modulo H. Conclude che passerà il progetto, per un sollecito esame, all'ufficio competente, che sta creando”. Sarà stato profetico?

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