Consigliera di parità: una poltrona per due

Lecce. Il gruppo consiliare del Pd denuncia una strana sovrapposizione di ruoli: con la Consigliera di Parità uscente in prorogatio e quella futura che, non nominata, si presenta come “ufficiale”

LECCE – Partecipa ad iniziative istituzionali come “Consigliera di parità” della provincia di Lecce, ma di fatto non lo è. Perché la nomina della consigliera di parità, arriva direttamente dal Ministero del lavoro e dal Ministero, ad oggi, non è arrivata alcuna nomina. Quindi, in prorogatio, oggi la Consigliera di parità della Provincia, è l’uscente Serenella Molendini (nella foto), che è tenuta ad esserlo, altrimenti il ruolo sarebbe vacante. Serenella Molendini La Provincia allo scadere del mandato di Serenella Molendini, ha indetto un avviso pubblico per la raccolta di curricula, tra i quali selezionare una figura dalla professionalità provata e dalla competenza acquisita dall’esperienza pluriennale nel settore delle pari opportunità e delle tematiche del lavoro. Tra i curricula che hanno risposto all’avviso, la Provincia ne ha selezionato uno e quella è l’attuale consigliera “designata”, non “nominata”, appunto. Una poltrona per due? Non proprio. Perché la legge non lascia spazio ad ombre: la Provincia può dare indicazioni al Ministero, designando un nome, ma la nomina arriva da Roma. E siccome la Consigliera di parità è un pubblico ufficiale a tutti gli effetti, con pieni poteri per agire d’ufficio nelle denunce per violenze, soprusi, mobbing verso le donne e può costituirsi come parte civile nei processi, ne consegue che sostituirsi ad una Consigliera “reale” o dichiararsi tale in occasioni ufficiali, è un atto molto grave. Come se io andassi a dire in giro che sono un Generale dell’Arma, insomma. Allora perché la persona indicata dalla Provincia, presenzia a manifestazioni pubbliche ed è presente negli inviti ufficiali come “consigliera di parità”? Se lo chiede il gruppo consiliare del Pd, che in una nota scrive: “Leggiamo dal sito istituzionale della Provincia di Lecce che in maniera precipitosa e senza alcun supporto formale si annuncia la partecipazione ad iniziative istituzionali di una figura non ancora nominata. Ignorando norme e regolamenti viene presentata come nominata una “consigliera di parità” che non lo è mai stata. A norma del decreto legislativo del 2006, infatti, la consigliera di parità provinciale è nominata con provvedimento ministeriale. Sino a che non interviene il Ministro le funzioni sono svolte in prorogatio dalla consigliera di parità uscente. Rispettiamo la persona in quanto tale, ma ci sembra fuor di luogo il comportamento istituzionale della Provincia, mossasi in sfregio alle norme ed alla dignità di chi lo svolge ora e di chi, eventualmente, lo svolgerà domani. Sarà infatti alquanto imbarazzante, immaginiamo, per la persona designata ma non ancora nominata, sentirsi usurpatrice di un ruolo, che oggi si appartiene ad altra persona e che non sa ancora se domani sarà suo”.

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