Tassa di soggiorno. Il sindaco Cariddi: ‘Siamo costretti’

Otranto. Un’imposta, da 1 a 3 euro al giorno, per chi sceglie la città dei martiri come meta delle proprie vacanze. E’ l’idea, ma ancora solo un’idea, del sindaco. Che invita a vederla come un contributo per i servizi offerti

OTRANTO – I più bravi hanno già fatto i conti: in pochi mesi il Comune di Otranto potrebbe racimolare circa un milione di euro da destinare al turismo. Come? Tassando i turisti, appunto. Una “tassa di scopo”, così si chiama perché poi il ricavato verrebbe reinvestito nel settore per migliorare i servizi offerti. Una tassa che al momento è solo in programma ed in fase di bozza ma ha già fatto discutere e non poco. Da 1 a 3 euro per ogni giorno di soggiorno nella città dei martiri. Una tassa per tutti, che risparmierebbe solo gli under dieci anni, gli ospiti di ostelli della gioventù e gli autisti o accompagnatori di gruppi di turisti. La tanto temuta “tassa di soggiorno” è al momento solo un'ipotesi abbozzata in un regolamento, elaborato sulla base delle indicazioni della legge sul federalismo municipale, che dà agli enti locali la possibilità di tassare i turisti, imponendo il pagamento di un costo aggiuntivo rispetto a quello effettivo della vacanza, che le strutture alberghiere devono interamente devolvere alle Amministrazioni. Eppure nei giorni scorsi dal Comune sono partite le prime lettere indirizzate agli operatori di strutture ricettive alle quali l’Amministrazione ha chiesto la collaborazione per garantire maggiore qualità e efficienza nei servizi di accoglienza. Il prossimo 14 giugno si incontreranno, Comune, operatori ed associazioni di categoria per una riflessione sul da farsi. “Ascolteremo le ragioni di tutti e cercheremo di mettere d’accordo tutte le parti interessate”, spiega il sindaco Luciano Cariddi. Il quale già anticipa che l’istituzione della “tassa di soggiorno” è praticamente cosa certa. “Siamo costretti a ricorrere a quest’imposta – aggiunge Cariddi – perché ci troviamo a dover coprire una falla di 600mila euro che si è aperta nel bilancio comunale a causa dei tagli impartiti dal Governo”. Per racimolare quei soldi il Comune si trova davanti ad un bivio: “Aumentare del 50% la Tarsu a carico dei cittadini a fronte di un servizio di raccolta rifiuti scadente da parte delle Ato, oppure ricorrere a quest’obolo aggiuntivo”. Ma non chiamatela tassa. Il sindaco preferisce vederlo come un contributo che il turista fornisce al Comune in cambio di servizi di alto livello. E che siano di alto livello – puntualizza – lo provano i numerosi riconoscimenti che Otranto riceve ogni anno, dalla Bandiera blu alle Cinque vele, all’inserimento tra i borghi più belli d’Italia patrimonio dell’Unesco e così via”. La salata novità partirebbe dall’1 luglio. Salvo dietro-front – ma sembrano da escludere – dell’ultim’ora.

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