Rapina in gioielleria. Tre anni

Lecce. I fatti risalgono al 2008. Dovrà scontare tre anni di reclusione Paolo Grassi. L'accusa ne aveva chiesti sei

LECCE – E’ stato condannato a tre anni di reclusione, a seguito di giudizio con rito in abbreviato dinanzi al gup Ines Casciaro, il tarantino Paolo Grassi, accusato della rapina commessa il 12 settembre del 2008 ai danni della gioielleria Toma di Maglie. Secondo l’ipotesi accusatoria l’uomo, armato di pistola, fece irruzione nella gioielleria. Poco prima un presunto complice, mai individuato, spacciandosi per un finto cliente si era fatto aprire dall'anziano titolare, Benito Toma, la cassaforte per visionare i monili. Erano da poco erano passate le nove di quello che doveva essere per il gioielliere un tranquillo mattino come tanti e che invece si trasformò in un incubo. Giunto nella gioielleria, che si trova nella centralissima via Roma a Maglie, Grassi avrebbe minacciato l'anziano gioielliere di consegnare l’ingente bottino custodito nel caveau. Dalle minacce l’imputato sarebbe ben presto passato alle vie di fatto, sferrando pugni e calci al titolare della gioielleria, facendolo crollare a terra con un colpo alla testa assestato con il calcio della pistola. I due rapinatori avrebbero poi svuotato in fretta la cassaforte, fuggendo, con ogni probabilità, a bordo della loro Fiat Croma parcheggiata poco distante. Ingente il bottino: pari a circa 800mila euro secondo la stima dello stesso Toma. Sul posto intervennero i carabinieri della Compagnia di Maglie che raccolsero la deposizione del titolare e recuperarono i nastri del sistema di videosorveglianza installato all'interno. Le indagini degli inquirenti si concentrarono su Grassi dopo alcune notizie confidenziali giunte alla questura di Taranto. In seguito fu lo stesso titolare della gioielleria ad identificarlo, per ben due volte a riconoscerlo in altrettanti “confronti all’americana”. A distanza di quasi tre anni è arrivata la condanna e il pagamento di 2mila euro di multa. Il sostituto procuratore Carmen Ruggero aveva chiesto una condanna a sei anni di carcere.

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