Debiti fuori bilancio? 'Subito una Commissione d’inchiesta'

Lecce. Dopo il monito di Torricelli, la proposta di Antonio Capone, ex assessore all’Ambiente, per accertare la reale situazione finanziaria del Comune

LECCE – Una Commissione d’inchiesta per accertare quale sia la reale situazione finanziaria del Comune. E’ la proposta di Antonio Capone, già assessore all’Ambiente del Comune di Lecce, il quale riporta sotto la lente il presunto debito comunale da 40 milioni di euro annunciato dal vicepresidente del Consiglio Antonio Torricelli. Mentre questi punta il dito sui debiti fuori bilancio del Comune di Lecce, il primo cittadino, denuncia Capone, sarebbe impegnato a fare la guerra con Adriana Poli Bortone, sua probabile avversaria alle Amministrative 2012. Ed intanto il battibecco a distanza tra Perrone e Torricelli, creerebbe disagio tra i cittadini. “Di fronte alle parole di Torricelli – aggiunge Capone – non si può far finta di a, quasi che al mattino qualcuno si possa alzare e inventarsi notizie di sana pianta. Delle due l’una: o ha detto il falso, ed allora dovrebbe essere immediatamente denunciato da Perrone e dalla Poli per ‘procurato allarme’ o ha detto il vero e, quindi, consequenzialmente, la Poli e Perrone dovrebbero essere denunciati per ‘procurato dissesto’ dei conti pubblici poiché, se fossero veri i numeri che Torricelli snocciola, il nostro Comune rischierebbe di andare verso il fallimento, come è accaduto per la città di Taranto”. Le responsabilità dell’ammanco sarebbero secondo Capone da attribuire tanto a Perrone quanto alla Poli, “responsabili della gestione della città per quasi 20 anni”. “Se è vero ciò che sostiene Torricelli – continua – è cosa alquanto difficile che i cittadini supportino l’uno o l’altra, essendo essi stessi, entrambi, la causa della disfatta contabile della città: chi prima chi dopo, chi più chi meno, chi ieri chi oggi, chi con una qualifica chi con un’altra”. 27 maggio 2011 Debiti del Comune. L’opposizione attacca LECCE – Il debito fuori bilancio del Comune di Lecce sarebbe emblematico della leggerezza con cui Palazzo Carafa amministra le finanze comunali. Antonio Torricelli, vicepresidente del Consiglio, non usa mezzi termini per denunciare l’atteggiamento di superficialità che a suo dire caratterizzerebbe la ricognizione dei debiti da parte del Comune. L’ultimo ad essere emerso è quello relativo alla situazione dell’Istituzione per i servizi sociali, che si occupa del ricovero presso strutture specializzate dei minori per vari motivi allontanati dalle famiglie. E’ stato proprio questo l’argomento di discussione della Commissione Bilancio, presieduta da Gigi Rizzo, nella seduta di ieri. Alla riunione hanno preso parte anche Antonio Carpentieri, presidente dell’Istituzione, ed Anna Maria Perulli, la dirigente responsabile. L’Amministrazione comunale e l’Istituzione dei servizi sociali si trascinano, nei confronti delle strutture di accoglienza dei minori, debiti consolidati per quattro anni e “malgrado le rimostranze e le richieste di adempimento da parte dei responsabili dell’Istituzione – dice Torricelli – il Comune decide di correre ai ripari ed alla ricerca di una soluzione solo quando gli enti creditori danno il via a procedure giudiziarie esecutive”. Troppo tardi. Ciò comporta infatti un aggravio di spese ed interessi; somme che il Comune si ritrova a dover necessariamente elargire ma che potrebbero essere invece utilizzate per fornire servizi, soprattutto in ambito sociale sempre alle prese con i tagli ai finanziamenti. In questo settore il debito del Comune relativo a fatture non pagate per il 2007 è di 726mila euro. Di questi, 50mila solo per spese e interessi. Ed alcune delle strutture per i minori hanno già avviato le procedure di esecuzione giudiziaria in virtù delle quali sono stati notificati i primi pignoramenti. E che si tradurranno in ulteriori spese a carico del Palazzo. Ci sono addirittura 170.000 euro di debiti accumulati per rette a strutture di accoglienza non pagate e relative agli anni 1992-1997, praticamente un ventennio fa. “Anche in questo caso – commenta il vicepresidente del Consiglio – gli esempi sono scandalosamente tanti e tuttavia se ne è dichiarata l’inesistenza pur in presenza di sette decreti ingiuntivi per un importo complessivo di 412.750 euro, tutti notificati nel 2010 e prima dell’approvazione degli equilibri di bilancio e dell’assestamento e che dovevano immediatamente, come prevede la legge (art. 193 del T.U. 267) passare al riconoscimento del Consiglio comunale. E’ grave – aggiunge – che malgrado i miei ripetuti richiami e le chiare denunce dello stesso Direttore dell’Istituzione, il Collegio dei Revisori non abbia segnalato la grave omissione ed anomalia patrimoniale e contabile come ho spesso sostenuto, a forza di insistere prima o poi i buchi si devono coprire e penso che questo sia l’anno buono perché i nodi arrivino al pettine; sarà obbligatorio farlo alla luce del sole per uscire da un’emergenza economico-finanziaria che ha caratterizzato l’azione amministrativa di questo ultimo decennio”. Per coprire questo debito il sindaco Paolo Perrone porterà l’argomento in Consiglio comunale perché riconosca i 726mila euro attraverso apposito stanziamento inserito nell’assestamento di Bilancio. Una soluzione che sarebbe costata molto meno se fosse arrivata per tempo. E c’è già chi si riferisce al Comune ribattezzandolo il paese degli sprechi. “Sprecopoli” è il nome coniato dal consigliere dell’Udc Wojteck Pankiewicz che si scaglia aspramente contro il sindaco Paolo Perrone e l’assessore al Bilancio Attilio Monosi. “Con roboanti annunci ripetono di voler risanare le casse comunali – dice – ma i fatti ci dimostrano che sono proprio loro i veri sabotatori del bilancio comunale”. Alcune settimane fa, in Consiglio comunale Pankiewicz attaccò il sindaco per i contributi “a pioggia” erogati attraverso le determine del suo Gabinetto e per la determina n. 81 del 2010, contenente un impegno di 60mila euro per spese di rappresentanza, cerimoniale e ricorrenze. “Avevo ragione – commenta – tanto è vero che, dimostrando alto senso di responsabilità, a differenza del sindaco, il prof. Carlo Foresta, insignito anche della cittadinanza onoraria, fece restituire dall’ Università di Padova il munifico contributo di 10mila euro, erogato da Perrone per un non meglio precisato progetto di prevenzione delle malattie andrologiche dei giovani leccesi”. Giorni fa, sempre in Consiglio Comunale, il consigliere dell’Udc ha invitato sindaco ed assessore a prevedere per la Lupiae Servizi l’amministratore unico invece di un Consiglio di amministrazione. “Ora esplode lo scandalo dello sperpero senza fine di denaro pubblico per l’eccessivo numero di incarichi legali conferiti a professionisti esterni, anziché all’avvocatura comunale interna. Questa giunta si connota sempre più come giunta degli sprechi, delle tasse e della vendita dei gioielli di famiglia”. La consolazione è magra: “Per fortuna – dice Pankiewicz – tra meno di un anno si vota”.

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