Maxi giro di fatture false da mezzo milione

Ruffano. Operazione nei confronti di un oleificio: avrebbe emesso fatture per operazioni commerciali mai avvenute

RUFFANO – Negli anni d’imposta 2004 e 2005, aveva emesso fatture riconducibili ad operazioni inesistenti per oltre mezzo milione di euro. E’ ciò che emerso dalla verifica fiscale conclusa nei giorni scorsi dai finanzieri della Tenenza di Casarano nei confronti di un oleificio del basso Salento. L’indagine, originata da accertamenti diretti alla prevenzione e repressione delle frodi comunitarie nel settore oleario, ha consentito di individuare il sistema di frode finalizzato all’evasione delle imposte dirette e dell’Iva, attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni commerciali di fatto mai avvenute. Le Fiamme Gialle, attraverso la disamina dell’intero impianto contabile dell’azienda produttrice di olio d’oliva e dopo aver eseguito i relativi riscontri ad incrocio con le società che avevano utilizzato le false fatture, sono riuscite ad accertare la consistenza dei documenti da ricondurre a prestazioni mai avvenute tra le parti, con il relativo recupero a tassazione di quando indebitamente escluso dal reddito, nonché detratto ai fini dell’Iva. Il legale rappresentante dell’oleificio, un imprenditore salentino 60enne, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria, per aver, attraverso l’emissione di fatture riconducibili ad operazioni inesistenti, consentito a terzi soggetti economici l’esposizione in dichiarazione di costi “fittizi”, ossia “non veri”, originati dall’utilizzo di fatture “false” per il consistente importo complessivo di oltre mezzo milione di euro. L’imprenditore è stato segnalato anche all’Agenzia delle Entrate per l’irregolare tenuta delle scritture contabili obbligatorie in considerazione della registrazione e contabilizzazione delle false fatture ammontanti a 143.685 euro per l’anno d’imposta 2004 e 360.884 euro per il 2005.

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