‘La sede della Lilt non si tocca’

Casarano. Il commissario prefettizio Giovanni D’Onofrio ha bloccato la procedura di stima dell’immobile di via Alpestre che, dunque non è più tra i beni alienabili

CASARANO – La sede provinciale della Lilt (Lega italiana lotta contro i tumori) non sarà più messa in vendita. Lo ha deciso il Commissario prefettizio, Giovanni D’Onofrio, che nei giorni scorsi ha bloccato la procedura di stima dell’immobile di via Alpestre che doveva essere fatta da un tecnico “terzo”. L’accertamento tecnico dell’edificio era un passaggio obbligatorio per la vendita dell’immobile alla società di cartolarizzazione “Casarano Città Contemporanea srl”, partecipata al 100% dallo stesso Comune di Casarano, che ha la funzione di alienare il patrimonio immobiliare. Il Commissario, però, ha bloccato tutto. I volontari della Lilt possono dormire sogni tranquilli. La loro sede provinciale non sarà posta in vendita. Questa mattina la notizia diventerà ufficiale quando il Commissario prefettizio firmerà la delibera relativa al Bilancio di previsione del 2011 e i relativi atti propedeutici. L’immobile di via Alpestre non ci sarà nell’elenco degli immobili da alienare e da trasferire alla società di cartolarizzazione, per coprire l’enorme debito prodotto negli ultimi anni da Palazzo dei Domenicani. Il prefetto D’Onofrio ha quindi confermato di essere particolarmente sensibile alle attività svolte dalle associazioni di volontariato e ha deciso in questo senso. Sulla decisione ha probabilmente prevalso anche la tradizionale destinazione dell’edificio che, fin dalla sua costruzione, è stato sempre adibito a ospitare servizi pubblici socio-sanitari. Nei giorni scorsi, il gruppo consiliare uscente del Pdl aveva lanciato un appello al Commissario per evitare che si concretizzi una presunta vendetta della precedente amministrazione civica. La forza politica di centro-destra è convinta che la sede provinciale della Lilt sia stata inserita tra i beni vendibili non per ragioni finanziarie, ma per rivalsa verso l’associazione di volontariato presieduta da Giuseppe Serravezza. “Noi non capiamo questo atto scellerato – aveva affermato Giampiero Marrella, capogruppo consiliare uscente del Pdl – se non di un atto di vendetta nei confronti di chi si è messo di traverso contro certi interessi”. Il riferimento era alla battaglia civile che per mesi ha visto il Comitato intercomunale “No Centrale” (di cui la Lilt era uno dei più importanti promotori) contrapporsi al progetto di una centrale a biomasse, proposto dalla società “Italgest Energia” di proprietà del fratello del sindaco uscente Ivan De Masi. 06/06/2011 Il Pdl in difesa della sede della Lilt CASARANO – Il Pdl si appella al Commissario prefettizio, Giovanni D’Onofrio, per “salvare” la sede della Lega Tumori. L’immobile di via Alpestre, infatti, dove sono sistemati gli uffici provinciali della Lilt, è inserito tra i beni del patrimonio comunale in attesa di essere messi in vendita dalla società di cartolarizzazione “Casarano Città Contemporanea srl”. La decisione inserire l’edificio di via Alpestre tra i beni da alienare è stata presa dall’Amministrazione comunale uscente per coprire il debito di Palazzo dei Domenicani. Le ragioni dell’appello del Pdl al Commissario sono essenzialmente due. La prima. Via Alpestre, per tradizione, sin dall’inizio è stata sede destinata a servizi pubblici e sempre nell’ambito socio-sanitario (ex Onmi, ex scuola infermieri). La seconda. La forza politica di centro-destra è convinta che la sede provinciale della Lilt sia stata inserita tra i beni vendibili non per ragioni finanziarie, ma per rivalsa verso l’associazione di volontariato presieduta da Giuseppe Serravezza. “Noi non capiamo questo atto scellerato – spiega Giampiero Marrella, capogruppo consiliare uscente del Pdl – se non di un atto di vendetta nei confronti di chi si è messo di traverso contro certi interessi”. Il riferimento è alla battaglia civile che per mesi ha visto il Comitato intercomunale “No Centrale” (di cui la Lilt era uno dei più importanti promotori) contrapporsi al progetto di una centrale a biomasse, proposto dalla società “Italgest Energia” di proprietà del fratello del sindaco uscente Ivan De Masi. E per dimostrare questo collegamento, il Pdl rileva che la giunta De Masi avrebbe inserito via Alpestre tra i beni alienabili non nel settembre 2009, insieme agli altri immobili quando è iniziata l’operazione di cartolarizzazione, ma solo nell’aprile 2010, ossia dopo l’inizio delle contrapposizioni per l’impianto a biomasse. “Per questi motivi – continua Marrella – lanciamo un appello al Commissario prefettizio, proprio in questi giorni di preparazione del bilancio di previsione. Al prefetto D’Onofrio chiediamo di non dare corso alle operazioni di vendita e quindi di togliere definitivamente la sede della Lilt dall’elenco dei beni da alienare. Siamo sicuri che lo farà – conclude l’esponente del Pdl – perché ha già dimostrato di essere sensibile nei confronti del volontariato e perché eviterà, tra l’altro, possibili operazioni di speculazione edilizia”. 25/02/2011 Pdl e Cdc: 'De Masi vuole solo far cassa' Di fronte alla possibilità della messa in vendita della sede della Lilt da parte del Comune di Casarano, i gruppi consiliari di Pdl e Cdc di Casarano si appellano a tutti i consiglieri comunali affinchè si facciano promotori della azioni a tutela del volontariato e dell'opera che l'associazione svolge per la comunità. “Un’amministrazione che decide di dismettere pezzi importanti del proprio patrimonio immobiliare dimostra di avere una visione, esclusivamente, economicistica, dimenticando l’irrinunciabile ruolo sociale che l’ente comune deve svolgere” dicono i consiglieri Giampiero Marrella, Antonio Gatto, Luigi Bartolomeo, Claudio Casciaro e Adamo Fracasso. Le diverse amministrazioni che si sono succedute nel corso degli ultimi 20 anni, ricordano gli epsonenti della minoranza, hanno avuto un continuo rapporto con la Lilt, promovendone le iniziative socio – sanitarie, e concedendo infine l’uso dell’immobile di via Alpestre, che si trovava in uno stato di totale abbandono, che grazie all’azione gratuita dei volontari e dei cittadini è divenuto sede eccellente degli ambulatori e delle attività di informazione e prevenzione della lega. L’amministrazione De Masi, ha interrotto questa prassi consolidata avviando invece un rapporto conflittuale con la dirigenza della Lilt. e non solo con la Lilt I consiglieri ricordano un altro blitz che il Sindaco De Masi “aveva tentato di realizzare contro gli anziani di Casarano salvo poi far finta di avere scherzato per le rimostranze dei Casaranesi (anche se quella decisione era ben diversa perché mirava non alla dismissione ma ad un ingiusto trasferimento di sede). La domanda masce spontanea: “in questa città – dicono – chi si permette di essere libero e non condivide i pericolosi progetti e le visioni distorte dello sviluppo economico-industriale, vedi il 'progetto centrale a biomasse della famiglia del sindaco', viene immediatamente iscritto nel registro delle persone poco gradite e quindi oggetto di azioni punitive?. I principi di democrazia, di libertà di espressione, e di promozione del bene comune trovano ancora spazio e dignità nell’azione di codesto governo cittadino? Per i consiglieri “siamo al paradosso: il Sindaco propone alla Lilt l’acquisto dell’immobile di via Alpestre, sede provinciale dell’organizzazione. Forse il primo cittadino dimentica che la Lilt è una vera Onlus e non una pseudo holding, che ha una vita ben più lunga di quella umana e che in quest’ottica fece un investimento, nel 2003, non solo in funzione dei 20 anni di comodato allora concordati, ma evidentemente per un futuro ben più lontano e duraturo, non dispone di risorse proprie, svolge i suoi compiti grazie all’indefesso e continuo lavoro di volontari, pazienti e familiari dei pazienti. Le intenzioni dell’associazione, condivise persino dall’Amministrazione Comunale di allora erano, certamente, quelle di rinnovare il comodato alla scadenza, dando così all’immobile occupato una destinazione pressoché perenne, ossia l’allocazione in quella sede di funzioni di interesse sociale, sanitario, assistenziale, culturale che la Lilt soddisfa pienamente, oltre a prevederne la permanenza nel patrimonio pubblico del Comune, sottraendolo alle possibili 'tentazioni speculative'. I cittadini pertanto si troveranno loro malgrado, spinti dalla finanza creativa di tale amministrazione, a finanziare indirettamente il pesante debito e la gestione allegra delle risorse comunali, che spesso servono a gratificare la corte dei miracoli che si è installata nel Palazzo dei Domenicani. D’altro canto, nell’intento delle operazioni di valorizzazione o dismissione del patrimonio degli enti pubblici vi è soprattutto, quello di individuare beni suscettibili di valorizzazione mediante 'concessioni d’uso o locazioni' ai fini della riqualificazione dei medesimi tramite appositi interventi di recupero, restauro, ristrutturazione, finalizzati allo svolgimento di attività di servizi per il cittadino cose queste ampiamente svolte già dalla Lilt”. 18 febbraio 2011 – Lilt in vendita. De Masi: ‘Non è vero’ Alla lettera inviata ieri da Giuseppe Serravezza, presidente della Lilt, in cui l’oncologo annunciava la decisione dell’Amministrazione comunale di inserire tra i beni immobili alienabili anche la sede della Lilt di via Alpestre definendola “uno sfregio” nei confronti della Lega, risponde, oggi, una lettera del sindaco Ivan De Masi. Nella sua nota, De Masi, che sottolinea di essere vittima di un pregiudizio che vedrebbe malafede in ogni azione amministrativa, dice “falso e mistificatorio” quanto riferito da Serravezza a proposito della volontà del Comune di voler sfrattare l’associazione dalla sua attuale sede. “Il trasferimento dell’immobile ad un ente come la società di cartolarizzazione, peraltro di proprietà del Comune – precisa il sindaco – non ana i contratti in essere per lo stesso immobile. Questo provvedimento, tra l’altro, potrebbe dare finalmente l’opportunità all’associazione, qualora quest’ultima lo ritenesse opportuno, di acquisire il bene in questione e diventarne esclusivo proprietario, riconoscendo tutti gli sforzi profusi dalla Lilt. In tal senso, il trasferimento dell’immobile alla società di cartolarizzazione – aggiunge De Masi – potrebbe essere addirittura migliorativo per la Lilt, riducendo notevolmente le procedure burocratiche nel caso in cui quest’ultima decidesse di acquistare il bene”. 17 febbraio 2011 – Il Comune mette in vendita la sede della Lilt. Serravezza: ‘Uno sfregio’ Si dice rammaricato, così come moltissime altre persone. E’ la reazione di Giuseppe Serravezza, presidente della Lega italiana contro i tumori di Lecce, all’intenzione dell’Amministrazione di Casarano di alienare, assieme ad altri beni immobili di proprietà comunale, anche la sede provinciale della Lilt di via Alpestre. L’oncologo vede l’operazione del Comune come la negazione della storia intera della Lilt, che a fatica, soprattutto all’inizio, ha mosso i suoi primi passi per recare sostegno ai pazienti affetti da patologie tumorali, scrivendo negli anni una storia, risultato di un faticoso lavoro di promozione del volontariato in campo oncologico. Per dare dimostrazione delle sue parole, il medico ha invitato, tramite una lettera ufficiale, il sindaco, la Giunta ed i consiglieri comunali a fare visita al Centro al fine di prendere visione di quanto sia stato fatto in vent’anni di lavoro. Ciò sia tramite un giro per le stanze ed i corridoi della struttura, sia tramite il materiale fotografico ed ogni altro tipo di documentazione disponibile presso la sede. Riportiamo di seguito la lettera di Serravezza. Al signor sindaco alla Giunta comunale ai signori consiglieri Comune di Casarano e p.c. – al presidente della Regione Puglia al presidente della Provincia di Lecce al Prefetto di Lecce agli organi di Informazione Una recente deliberazione dell’Amministrazione Comunale di Casarano conferisce alla società “Casarano Città Contemporanea” s.r.l. l’incarico di condurre operazioni di cartolarizzazione immobiliare concernenti beni alienabili appartenenti al patrimonio comunale. Nell’elenco dei beni figura anche l’immobile di via Alpestre, attuale sede provinciale della LILT di Lecce. Nelle vesti di Presidente in carica dell’associazione ed anche come cittadino casaranese, esprimo il mio personale rammarico e quello di moltissime altre persone nell’apprendere della suddetta decisione. La storia della LILT di Lecce è il risultato di un alacre lavoro volto a promuovere il valore del volontariato nel terribile campo della sofferenza oncologica. Crediamo valga la pena ricordarlo a chi, per ragioni anagrafiche o altro, non ha visto o non ha partecipato all’istituzione e alla crescita dell’associazione. L’intuizione del nucleo fondatore della LILT che, vent’anni fa, vide in quell’obiettivo l’occasione reale di promuovere azioni di solidarietà, è a tutt’oggi il motore principale che anima l’operato delle volontarie e dei volontari operanti nelle Delegazioni (più di venti!) e nei gruppi attivi dei paesi salentini. Un’organizzazione dunque storica e di utilità sociale cresciuta nel tempo, anno dopo anno, come testimoniano le richieste continue di allestire nuove sedi, attrezzate con ambulatori, per la prevenzione, la corretta informazione ed educazione, il sostegno sociale. Richieste che non vengono solo da cittadini sensibili, ma anche da amministratori comunali, parroci, professionisti della salute, operatori della scuola, dalla stessa ASL (per l’assistenza domiciliare) e da molte associazioni di volontariato, che si adoperano fattivamente a far sorgere e crescere la presenza della LILT. Interlocutori che ci affiancano, perché apprezzano il ruolo sociale della nostra associazione, perché risultiamo operativamente credibili e culturalmente incisivi; interlocutori che credono e riconoscono il pregio e il valore d’investire nel sociale no profit per un ritorno di servizi posti a beneficio di tutti; interlocutori che offrono le loro competenze tecniche e umane per sostenere i progetti LILT o che assegnano logistiche idonee e gratuite per dare fattibilità agli stessi interventi. Ovunque ci vengono autorizzati spazi aperti per le campagne di prevenzione e per le manifestazioni pubbliche, come le piazze centrali e i punti significativi delle città e dei paesi, e ancora, ovunque ci vengono prontamente offerti e garantiti spazi chiusi per insediare gli ambulatori e le Delegazioni LILT, coprendo anche le spese dei servizi essenziali, come luce, acqua, connessione wireless. Nella nostra provincia, la LILT ha sempre trovato Istituzioni ed amministratori pronti a favorire i percorsi e le opportunità dell’associazione per l’affermazione e il migliore raggiungimento dei suoi obiettivi. Sorprende quindi che, proprio dalla municipalità ove la LILT ha mosso i primi passi, emerga una tendenza opposta e contraria al più diffuso sentire e ai modi di rapportarsi che sempre riscontriamo nelle Istituzioni, a tutti i livelli. La delibera operativa che colloca la sede LILT tra i beni da destinare a cartolarizzazione lascia l’amaro in bocca a tanti, casaranesi e non, volontari e non, oltre a contravvenire al comodato d’uso valevole ancora per circa quindici anni, a fronte di un’ingente penale ben superiore all’ipotizzato guadagno economico sotteso all’operazione comunale. Ma le ragioni di bilancio crediamo non siano buone ragioni, se la conseguenza della manovra deliberata è avvertita come atto di spregio e di insensibilità verso il lavoro svolto, il tempo dedicato e le risorse impiegate (donazioni di materiali, attrezzature, competenze ma anche raccolta fondi ad hoc) da parte di tutte le persone che hanno progettato, edificato e ripulito un immobile dimenticato, inagibile e prossimo al crollo. Migliaia e migliaia di ore di ricostruzione e di consolidamento, dal tetto alle fondamenta, per ridare dignità a un edificio che pure ha scandito epoche storiche diverse per gli usi e i servizi che nel tempo ha accolto, tutti sempre con una connotazione sociale: scuola per l’infanzia, struttura OMNI, ASL da ultimo. Sino alla destinazione attuale, divenire la sede provinciale LILT pensata e realizzata di tutto punto, per farne un Centro completo, funzionale e innovativo, nel suo campo. Proprio quello che altre realtà extraprovinciali o regionali LILT rilevano in occasione di iniziative che si tengono nella sala convegni, quali seminari, riunioni o stage per conoscere il nostro modello di lavoro e a questo ispirarsi per trasportare in altre zone di Puglia e d’Italia progetti qui ideati e realizzati. Tra i tanti citiamo i primi Stati Generali dei Malati di Tumore in Italia, lo Sportello Oncologico Informa negli ospedali, l’Assistenza Domiciliare Oncologica, il trasporto gratuito dei pazienti che effettuano radioterapia a Lecce, i corsi di Educazione Primaria nelle scuole, il tea time nel reparto oncologico, la rivista quadrimestrale diffusa nell’intero territorio italiano e molto altro ancora. L’iniziativa comunale della cartolarizzazione dell’immobile sito in via Alpestre non piace a nessuno di quelli che, maniche rimboccate o mano nella tasca, hanno contribuito a dare degna casa all’associazione, allo scopo di difendere chi è in salute e di migliorare la qualità di vita di chi purtroppo è malato. Non piacerebbe nemmeno a quelli che, in nome della malattia provata sulla propria pelle e per sua causa scomparsi, si sono fatti in quattro per vedere finita, funzionare sempre meglio e lasciare in eredità morale la casa LILT, la casa di tutti. In qualità di Presidente, insieme al Direttivo Provinciale LILT, ai soci e ai volontari rivolgo ai destinatari di questa lettera l’invito a visitare la sede provinciale, a conoscere, attraverso i documenti e le fotografie che conserviamo, lo stato nel quale versava l’edificio quando lo abbiamo ricevuto in comodato d’uso ventennale, per vedere con i propri occhi l’opera di recupero e di valorizzazione che ne è stata fatta. Sarà un viaggio nella memoria, utile, e sarà l’occasione per toccare con mano l’operosità e la generosità dei salentini, quelli stessi lasciati basiti e senza parole alla notizia della deliberazione comunale. L’invito vuole dare voce anche al loro sbigottimento e alla loro amarezza, perché rimane difficile da capire, e per noi penoso da spiegare, come dalla catena di solidarietà testimoniata dalla LILT e attorno alla stessa spontaneamente creatasi possa, qualcuno, pensare di battere cassa. Dr. Giuseppe Serravezza Presidente LILT – Sez. Prov. di Lecce

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