Italcave. Il Tar: ‘No a rifiuti campani fuori dal protocollo’

Il tribunale ha rigettato il ricorso presentato dalla società Italcave, accogliendo la tesi della Regione Puglia: possono raggiungere la discarica di Statte (Ta) solo i rifiuti campani che rispettano rigide condizioni stabilite nell’accordo Puglia-Campania

La discarica Italcave non potrà più accogliere rifiuti provenienti dagli impianti campani senza tener conto delle modalità stabilite nel protocollo d’intesa siglato tra la Regione Puglia e la Regione Campania. Lo ha stabilito il Tar del Lazio (con sentenza 4915 del 31 maggio 2011) accogliendo la tesi dell’Amministrazione regionale pugliese e rigettando il ricorso presentato dalla società Italcave di Statte (Taranto). Ecco come sono andati i fatti. A seguito di una istanza proveniente dalla Regione Campania, nel dicembre 2010 Regione Puglia e Regione Campania siglarono un protocollo d’intesa inerente i conferimenti di rifiuti provenienti dagli impianti Stir (Stabilimenti di tritovagliatura ed imballaggio rifiuti; ex impianti Cdr) della Regione Campania che definiva una rigida disciplina di tali conferimenti a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. L’attuazione di tale protocollo cmoportò il conferimento di sole 1.131 tonnellate di rifiuti a fronte delle 45mila complessivamente previste, ciò a causa della difficoltà da parte dei trasportatori di mettere a disposizione mezzi che potessero garantire una tenuta adeguata a scongiurare ogni possibile perdita di materiale e a minimizzare gli impatti olfattivi derivanti dai trasporti. Come da protocollo, agli inizi di febbraio 2011 i conferimenti di rifiuti sono stati interrotti. Tuttavia, poco tempo dopo, sempre nel corso del mese di febbraio, i carabinieri del Noe di Lecce e la Polizia Provinciale hanno segnalato alla Regione che presso la discarica Italcave di Statte (Taranto) i conferimenti di rifiuti provenienti dagli impianti Stir campani procedevano, al di fuori degli accordi sanciti. A seguito di tale segnalazione la Regione Puglia ha emanato un atto di diffida nei confronti del gestore della discarica Italcave chiedendo di scongiurare qualsiasi ulteriore conferimento di rifiuti derivanti dalla tritovagliatura di rifiuti urbani provenienti dalla Campania con codici CER 19.12.12, 19.12.02 e 19.05.01. Italcave ha risposto con un ricorso al Tar Lazio presentando anche una domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento. Il Tribunale, con ordinanza del 1071 del 25 marzo 2011 ha inizialmente accolto la domanda di sospensione fissando per il 12 maggio 2011l’udienza pubblica per la trattazione del ricorso nel merito. Ma il 31 maggio, ribaltando le conclusioni dell’ordinanza si è definitivamente espresso sul ricorso riconoscendo le posizioni della Regione Puglia. Nell’articolato dispositivo il Tar afferma che “la Società avrebbe dovuto accogliere i conferimenti di rifiuti esclusivamente nei limiti e con le modalità previste dal protocollo di intesa. Il Tar Lazio riconosce altresì che il Protocollo consente il conferimento di rifiuti nella misura e nella tipologia indicate prevedendo modalità tecnico-operative idonee a garantire in ciascuna della fasi di prelievo (art. 4), trasporto (art. 5) e conferimento dei rifiuti (art. 6) la esclusione e/o minimizzazione degli impatti sul territorio pugliese e la tutela della salute dei cittadini. Ed è chiaro che sarebbe illogico consentire di superare tali regole ammettendo la possibilità di conferire rifiuti in Puglia a prescindere dal rispetto del citato protocollo di intesa”. L’assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro ha espresso “ampia soddisfazione per i contenuti della sentenza che restituisce – ha detto – autorevolezza e piena dignità all’operato della Regione Puglia e di tutte le amministrazioni territoriali coinvolte, e mette ordine in una materia complessa e di grande attenzione da parte dell’opinione pubblica. Confido- ha concluso l’assessore- nella prosecuzione dell’eccellente operato degli organi di controllo ed anche delle associazioni ambientaliste affinché si continui a vigilare per scongiurare qualsiasi conferimento di rifiuti al di fuori dei paletti sanciti dal protocollo di intesa, conferimenti che il Tar ha ritenuto essere illegittimi”.

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