Amministrative 2011. Il commento di Caputo & Co.

Il voto dei cittadini alle ultime elezioni sarebbe stato, secondo Rocco Caputo (Lista Democratici e Popolari) “un voto di protesta e non di proposta”

Nella tornata elettorale del 15 e 16 maggio Taviano ha scelto, nei fatti, di restituire il mandato alla stessa amministrazione (Tanisi – Portaccio a parti invertite) che cinque anni prima aveva giudicato e bocciato a favore dell’Amministrazione D’Argento. Non si è trattato, quindi, di un voto per così dire di proposta, bensì di protesta. E’ del tutto evidente che il giudizio di merito dell’elettorato circa l’operato dell’amministrazione uscente non è stato positivo, nonostante le tante opere e la qualità e dei servizi resi alla città. Il voto di protesta non ha riguardato solo la figura del sindaco uscente, come qualcuno vorrebbe far intendere far intendere, ma l’intera amministrazione ed è giusto ed onesto che ciascuno si assuma la propria parte di responsabilità. A a è servito il tentativo del candidato sindaco Francesco Pellegrino di presentare il proprio movimento come qualcosa al di sopra e al di fuori dei partiti e, soprattutto, come cosa diversa dalla precedente amministrazione. Gli elettori, infatti, hanno ben compreso che una lista composta da un candidato sindaco ex assessore della Giunta D’Argento, dal vicesindaco e da un altro assessore della stessa Giunta, dall’ex presidente del c.d.a. di Mercaflor s.r.l., dal presidente del Consiglio Comunale e da due consiglieri della stessa Amministrazione, da una dirigente provinciale del PD e dall’ex coordinatore cittadino dello stesso partito, ed appoggiata da un altro ex assessore e da un altro ex sindaco, tutto poteva essere tranne che qualcosa di nuovo e di diverso dal “già visto”, del “già vissuto”. L’elettorato ha compreso bene che una lista composta da partiti come la Puglia per Vendola di Dario Stefano, Italia dei Valori, spezzoni del PD, SEL o PDCI che dir si voglia e la sedicente Rosa Bianca non poteva essere qualcosa di estraneo o di diverso dai partiti. Dire poi che per la prima volta una lista civica ha ottenuto un così vasto consenso, tentando di far passare per risultato positivo quella che è stata invece una sonora sconfitta, è una finzione a cui non ha creduto e non crede nessuno. La lista di Francesco Pellegrino, forte di un “armamentario” del genere, era partita per vincere le elezioni, salvo poi accontentarsi di essere la “forza di minoranza più consistente in consiglio comunale”. Ed ancora più contenti sembrerebbero essere alcuni candidati della stessa lista al pensiero di ritenere che il Partito Democratico, a loro dire, sia uscito sconfitto nella tornata elettorale, tanto da non essere riuscito ad eleggere nessun consigliere. Dimenticano e mentono, sapendo di mentire. Il candidato sindaco della lista Democratici e Popolari per Taviano, Rocco Caputo, è infatti l’attuale coordinatore del circolo del PD di Taviano ed è regolarmente tesserato al partito (n.tessera 17052009100009062). Qualcuno se ne dovrà fare una ragione e, soprattutto, dovrà spiegare e dare conto ai tanti elettori e simpatizzanti del PD tavianese del tentativo (per loro sfortuna non riuscito) di far sparire da Taviano ogni traccia del loro stesso partito. Alcuni esponenti del PD, trasferitisi nella lista Taviano Città Aperta, “abbagliati” dal miraggio della vittoria sulla coalizione di centro – destra e per a disposti a mettere in discussione la candidatura di Francesco Pellegrino, non hanno esitato a boicottare la candidatura di un militante del loro stesso partito e di estromettere dalle trattative precedenti alla formazione delle liste un partito importante come l’UDC Noi della Lista Democratici e Popolari per Taviano abbiamo tentato sino all’ultimo minuto di non disperdere le nostre forze e di tenere unito tutto il fronte del centro – sinistra in alleanza con l’UDC, ma a si è potuto fare di fronte alla pervicace ostinazione di chi non mai preso in considerazione la possibilità di “negoziare” l’indicazione del candidato sindaco. Il PD tavianese, stante tale impossibilità e leso nella propria dignità, si è dovuto riorganizzare nel giro di pochi giorni e insieme all’UDC e ai socialisti ha messo su un progetto ed una lista che a giudizio della pubblica opinione è stata la vera novità di queste elezioni. 14 candidati per la prima volta sulla scena politica, 6 donne e l’età media più bassa tra le liste in competizione, e soprattutto l’offerta di un vero progetto politico, hanno rappresentato il VERO FATTO NUOVO della politica Tavianese. La lista Democratici e Popolari per Taviano si è presentata all’elettorato con coerenza e lealtà, senza disconoscere la propria provenienza, rivendicando con assoluta onestà il proprio rapporto di vicinanza con l’ex sindaco D’Argento e con l’On. Ria ed ha ottenuto 1637 preferenze che, se pur inferiori a quelle ottenute dalla lista di Francesco Pellegrino, sono una enormità se si pensa alle condizioni, ai mezzi e ai tempi in cui ci si è dovuti organizzare per affrontare una campagna elettorale, che si pensava di dover affrontare in modo unitario e con un candidato sindaco rappresentativo dell’intero fronte del centro – sinistra. Il Partito Democratico, all’interno di tale lista e attraverso il candidato sindaco Rocco Caputo e i candidati consiglieri Franco Mosticchio, Silvia Tunno, Luca Lupo, Salvatore Olimpio e Cosimo Santacroce, ha scelto di dare vita ad un nuovo progetto di governo per la Città, caratterizzato dalla volontà di tenere insieme progressisti, moderati e società civile e di ripensare a un modo tutto nuovo di amministrare la Città. Il poco tempo a disposizione ci ha impedito di veicolare e far conoscere diffusamente e per tempo il nostro progetto, un progetto nuovo di coesione tra forze di matrice riformista (PD e Partito Socialista) e di matrice cattolico – liberale (UDC), connotato da una forte rappresentanza della società civile al di fuori delle indicazioni dei partiti. Nei pochi giorni che la campagna elettorale ci ha concesso, senza alcuna preventiva campagna pubblicitaria, siamo riusciti a passare da un iniziale 5/6 per cento di consenso stimato ad un 20,38% per cento finale pari a 1637 voti, che è un risultato assolutamente apprezzabile e per certi aspetti sorprendente. Resta il dato politico che l’idea originale di costruire una squadra nuova, che fosse espressione delle energie migliori che ci sono nella nostra Città, si è effettivamente realizzata e con “Democratici e Popolari per Taviano” nasce un laboratorio politico – culturale che farà la sua parte dai banchi dell’opposizione, proponendosi come forza aggregante di tutte le espressioni politiche e sociali alternative a questa coalizione di centro destra. Auspichiamo, in ogni caso, che le tensioni di questi giorni possano passare al più presto e che l’opposizione faccia la sua parte con un progetto d’assieme e senza ulteriori e pericolose divisioni. Per quanto riguarda il giudizio sulla nuova amministrazione del sindaco Carlo Portaccio, riteniamo che anche qui siamo nel campo del “già visto” e del “già vissuto”. Temiamo che la nuova, amministrazione possa costituire nient’altro che la riproposizione della precedente Amministrazione Tanisi e che quindi ci possa essere un ristagno delle posizioni e un sostanziale immobilismo, tipico del modo di amministrare del centro destra, da sempre votato non alla progettualità e alla innovazione ma alla semplice gestione dell’esistente. Sia pure dall’opposizione faremo iniziative di proposta e di pressione nei confronti dell’Amministrazione e vigileremo sul pieno rispetto delle norme di buona amministrazione. Al nuovo sindaco auguriamo ovviamente buon lavoro nell’interesse della Città.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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