Antigone nel carcere di Lecce: ‘Insufficiente’

Lecce. Il rapporto dell’associazione sulla casa circondariale di Lecce. Nata per fare da esempio e poi decaduta

LECCE – Carcere, bocciato. Il giudizio dell’associazione “Antigone – per i diritti e le garanzie nel sistema penale” sulla casa circondariale di Borgo San Nicola a Lecce è negativo. L’associazione monitora le condizioni di vita e l’organizzazione nelle carceri dell’intero territorio nazionale, stilando delle schede. Quella relativa alla struttura leccese non lascia dubbi. Si evidenziano, oltre alle note condizioni di sovraffollamento, anche il declino di una struttura nata, nel 1997, per essere un modello nel sistema, ed anche le insufficienze in vari campi, dall’assistenza medica, all’approvvigionamento dei medicinali, a molto altro ancora. “La struttura versa in una grave condizione di sovraffollamento – si legge nella scheda di Antigone -, ospitando oltre il doppio dei detenuti rispetto ai posti letto. L’istituto era considerato all’epoca dell’inaugurazione un carcere modello, con ampie zone verdi all’interno, un gazebo con giochi per bambini, due campi da tennis e un campo da calcio. A oltre 10 anni dall’inaugurazione, gli spazi verdi all’interno sono largamente sottoutilizzati per mancanza di personale e delle strutture di sicurezza necessarie all’accesso degli spazi. Solo di recente si registra l’apertura di uno dei campi di calcio e la saltuaria utilizzazione delle aree verdi per attività collettive”. Bocciata anche l’attività di formazione organizzata in carcere. Antigone definisce “limitata” l’attività di formazione professionale e “scarse” le opportunità lavorative offerte ai detenuti, “che si riducono sostanzialmente – precisa – alle lavorazioni domestiche”. Inoltre viene riportato un esempio esplicativo delle condizioni di vivibilità cui sono costretti i detenuti. “Per la prima volta in Italia, nel 2011 – scrive Antigone -, un magistrato di sorveglianza di Lecce, Luigi Tarantino, ha accolto il reclamo di un detenuto tunisino ivi recluso che lamentava di essere relegato ‘all’interno di una cella della grandezza di circa 11,50 mq, dotata di un’unica finestra, con annesso servizio igienico privo di finestra, unitamente ad altri 2 detenuti, fruendo di letti a castello, il più alto dei quali situato ad appena 50 cm dal soffitto’ condannando il ministero della Giustizia, con ordinanza n. 17/10, a risarcire il detenuto di 220 euro. In questi giorni sono state accertate dall'Asl di Lecce carenze funzionali ed igienico – sanitarie negli spazi detentivi del carcere ‘Borgo San Nicola’ che le ha evidenziate in una relazione inviata al magistrato di sorveglianza Luigi Tarantino: nel gruppo docce sarebbero “presenti carenze funzionali” mentre, in cella, i metri a disposizione sarebbero insufficienti”. Vengono definite insufficienti le ore di consulenza dello psichiatra, tuttavia si evidenzia come le ristrettezze economiche legate al budget non permettano diversamente. Anche il compenso orario dello specialista sarebbe inferiore ai valori di mercato. Insufficiente anche l’approvvigionamento dei farmaci, al punto che le spese per l’acquisto di medicinali come i colluttori o simili sono a carico dei detenuti. Tra le note positive, l’illuminazione delle celle, definita “buona”, a differenza dell’areazione “su cui incide negativamente – si legge – il fatto che le celle siano tutte distribuite su un solo lato dei corridoi”. Positive anche le condizioni di pulizia: “il colore molto chiaro delle pareti dà all’insieme l’aspetto non sgradevole. Nella sezione femminile condizioni di maggiore pulizia rispetto alla sezione maschile”. “Nel 2012 si segnala l’attivazione dell’impianto solare già istallato per la produzione di acqua calda sanitaria, costituito da 200 mq di pannelli posizionati sul terrazzo del teatro in grado di soddisfare il 90% del fabbisogno della struttura nei mesi estivi e il 30% nei mesi invernali”. Di seguito la scheda stilata da Antigone sul carcere di Lecce. La riportiamo in versione integrale: // La struttura L’istituto è situato al di fuori dell’abitato di Lecce (accanto all’aula bunker del Tribunale), in un’ampia zona di circa 200.000 Mq. La sua apertura risale al 1997. Si tratta di un carcere di ultima generazione con celle pensate per una persona che sono arrivate a ospitarne fino a tre, con l’aggiunta del terzo letto a castello che arriva praticamente a 50 cm. dal soffitto. L’istituto comprende un’area esterna al muro di cinta che ospita un blocco di fabbrica di 6 livelli fuori-terra prospiciente l’ingresso in cui si trovano gli uffici amministrativi, lo spaccio, la caserma degli agenti penitenziari e il blocco di accesso dei familiari ai colloqui. Sempre nella zona esterna al muro di cinta si trova l’ex reparto semiliberi oggi adibito a sezione detentiva sperimentale. Questo si articola su due piani, ognuno composto da 15 celle, per un totale di 30 celle. All’interno della zona recintata si trovano le strutture detentive vere e proprie, con gli annessi servizi (accettazione, matricola, cucine, infermeria, magazzini, lavorazioni, teatro). I corpi di fabbrica destinati alla detenzione sono 4, distribuiti ad “ali di farfalla”, 2 dedicati al reparto circondariale: Blocco C1 organizzato in 4 sezioni a regime ordinario per i detenuti comuni, ognuna dotata di 25 celle, più 10 celle di isolamento; Blocco C2 organizzato in 6 sezioni a regime ordinario per i detenuti di alta sicurezza, ognuna dotata di 25 celle, più 7 celle di isolamento; 2 al reparto di reclusione: Blocco R1 organizzato in 4 sezioni a regime ordinario per detenuti comuni, ognuna dotata di 25 celle; Blocco R2 organizzato in 4 sezioni a regime ordinario per detenuti comuni, ed una sezione di isolamento dotata di 8 celle. 2 delle quattro sezioni in R2 ospitano i detenuti c.d. protetti. Adiacenti a ciascun blocco vi sono i cortili del passeggio. Separato dai blocchi principali, all’interno dell’area recintata vi è anche il corpo di fabbrica che ospita la sezione femminile, attualmente organizzato in due sezioni detentive distribuite su due piani, ognuno composto da 25 celle, la metà delle quali destinate ad ospitare detenute di alta sicurezza; sono presenti 6 celle destinate alle madri detenute insieme alla prole. Il c.d. transito consta di due reparti, ognuno di 9 celle, per un totale di 18 celle. Il reparto Infermeria si articola in due piani: il piano terra ospita nel lato A e nel lato B, ognuno dotato di 7 celle, detenuti con malattie fisiche e/o disagi psicologici, e nel lato C, dotato di 16 celle, detenuti tossicodipendenti. I detenuti tossicodipendenti sono tutti in trattamento metadonico, o subùtex o al cover, presentando alcuni problemi di alcooldipendenza. Il primo piano, invece, dotato di 13 celle, è destinato a detenuti con problemi psichiatrici. Il numero complessivo delle celle del reparto infermeria ammonta a 43. L'istituto è dotato di n. 6 cucine: due nel blocco reclusione, due nel blocco circondariale, una nella sezione femminile e una presso il reparto “ex semiliberi” (che ha ospitato detenuti comuni con un residuo pena inferiore ai due anni, chiuso dopo l'intervento del provvedimento di indulto). Una cappella, gestita dal cappellano dell’istituto, Don Raffaele. L’area recintata è dotata di ampi spazi verdi, con due campi da calcio e un’area giardino che è stata recentemente ristrutturata e viene utilizzata per attività collettive. Quanto prima quest’ultima dovrebbe essere utilizzata per i colloqui con i familiari. Il campo di calcio adiacente al Blocco R è da qualche mese aperto e viene utilizzato settimanalmente dai detenuti delle diverse sezioni di reclusione. L’illuminazione delle celle è buona, a differenza dell’areazione su cui incide negativamente il fatto che le celle siano tutte distribuite su un solo lato dei corridoi. Le celle hanno dimensioni standard di 9 Mq. esclusi i servizi igienici. Le docce sono in comune, ospitate in locali da 3 piatti doccia per sezione. Non ci sono interruttori interni alle celle. Buone le condizioni di pulizia dei corridoi e delle pareti: il colore molto chiaro delle pareti dà all’insieme l’aspetto non sgradevole. Nella sezione femminile condizioni di maggiore pulizia rispetto alla sezione maschile. Nel 2012 si segnala l’attivazione dell’impianto solare già istallato per la produzione di acqua calda sanitaria, costituito da 200 mq di pannelli posizionati sul terrazzo del teatro in grado di soddisfare il 90% del fabbisogno della struttura nei mesi estivi e il 30% nei mesi invernali. Con il contributo della Cassa delle Ammende è prevista la realizzazione di alcuni interventi di manutenzione: ritinteggiature dei reparti detentivi; creazione di servizi igienici per disabili; trasformazione degli impianti elettrici delle celle; sostituzione dei flussometri di WC nelle celle. // Detenuti Capienza regolamentare: 656, di cui 59 al femminile. Detenuti presenti al momento della visita (28 settembre 2012): 1291; di cui 95 donne; di cui 779 (il 60,3%) definitivi; di cui 286 (il 23%) stranieri. Stranieri: 30% (in maggioranza albanesi e slavi). Tossicodipendenti: 71 detenuti in trattamento sostitutivo; 69 HCV; 3 alcolisti; 16 detenuti affetti da HIV; 4 detenuti affetti da Epatite B; 3 detenuti affetti da Scabbia; 32 detenuti con problemi psichiatrici cronici; circa 300 i detenuti che assumono terapie psichiatriche. // Staff Nell’istituto lavorano un direttore, un dirigente equiparato dalla legge Meduri al direttore, sei vicedirettori. L’attuale direttore è in servizio presso il carcere di Lecce dalla fine del 2011. Personale dell’area educativa: 1 funzionario giuridico-pedagogico con funzioni di responsabile Area-Pedagogica; 5 funzionario giuridico-pedagogici effettivi; 1 funzionario giuridico-pedagogico distaccato da Milano; 1 funzionario giuridico-pedagogico distaccato temporaneamente da Melfi; 2 collaboratori amministrativi; 6 esperti psicologi. Personale sanitario: 1 dirigente coordinatore (Dott.Rima), 2 medici incaricati, 10 medici di guardia, 26 infermieri; all’interno è attivo un servizio SerT. Polizia penitenziaria: a fronte di un organico previsto di 763 unità, sono effettivamente in servizio 717 agenti (di cui 52 donne). // Volontari Associazione di volontariato “Comunità Speranza” (assistenza detenuti indigenti, laboratorio editoriale “Piano di Fuga”, attività ricreativo-culturlali); Volontari della Croce Rossa Italiana (laboratori di cartapesta e decoupage, artigianato femminile); Gruppo GI.FRA Gioventù francescana (laboratorio teatrale, collaborazione al progetto “Lo specchio di Alice” teso a favorire il recupero del ruolo di genitore); Co,unità terapeutiche Emmanuel, Emmaus, Arcobaleno; Coperativa sociale “Officina Creativa” (gestione lavorazione sartoria presso sezione femminile). // Vita quotidiana Svolgimento della giornata tipo dei detenuti: Ore 7.00: sveglia. Dalle 7.00 fino alle ore 7.30: colazione. Dalle 7.30 in poi: pulizia della camera. Ore 8.30: iniziano le attività lavorative, fatta eccezione per le attività della cucina, che iniziano alle ore 6.30. Dalle ore 8.30 alle ore 11.00 e dalle ore 13.00 alle ore 15.00: i detenuti possono accedere ai cortili-passeggio, dove è possibile svolgere attività sportive, oppure possono richiedere di permanere in locali comuni per svolgere attività ricreative. Ovviamente, chi espleta attività lavorativa nelle ore antimeridiane fruisce di tale possibilità nella fascia pomeridiana. Dalle ore 17.30 alle ore 18.30: distribuzione della cena. Dalle ore 24.00 alle ore 7.00: riposo notturno. // Contatti con l’esterno I colloqui con familiari e conviventi si svolgono tutti i giorni della settimana, tranne la domenica, dalle ore 8.00 alle 13.30, ed i detenuti vi accedono in giornate predeterminate a seconda del circuito penitenziario di appartenenza, o dell'ubicazione in sezione femminile ovvero in reparto infermeria. I colloqui con i difensori si effettuano tutti i giorni dalle ore 8.30 alle 14.45 e, nei giorni dispari, anche dalle ore 17.00 alle ore 18.30. La sala colloqui si segnala per la ristrettezza degli spazi e la presenza del muro divisorio: i detenuti parlano con i familiari a 50 cm. di distanza gli uni dagli altri; mentre i bambini si siedono a cavalcioni sul vetro di separazione. La sala d’aspetto per i familiari è invece abbastanza accogliente. // Sanità Servizio di Guardia medica 24 ore su 24. Personale medico: presenti tutte le branche specialistiche (circa 12) e una psichiatra per 80 ore mensili che opera nell’istituto. La salute mentale: la salute mentale è uno dei problemi più sentiti (sottolineano sia il dirigente sanitario che la vicedirettrice). Pare essere un fenomeno in aumento e rispetto al quale il carcere non sembra avere strumenti adeguati d’intervento. Le ore di consulenza dello psichiatra, a parere del dirigente sanitario, sono insufficienti; non sarebbe però possibile fare di più per le ristrettezze economiche del budget e per il compenso orario allo specialista che risulta inferiore ai valori di mercato. La terapia attualmente più utilizzata sembra essere quella degli psicofarmaci. Farmaci: l’approvvigionamento dei farmaci è considerato insufficiente. Attualmente l’istituto può offrire solo i farmaci di base e l’ASL fornisce quelli relativi alla terapia per i 3 o 4 detenuti Hiv positivi in terapia. Molto spesso sono i singoli detenuti che devono far fronte alle spese per i farmaci (ad esempio i colluttori, utilizzati dai detenuti, non sono forniti dall’amministrazione). Attrezzature: la sala per i raggi X, da tempo quasi completata, non è ancora funzionante per problemi organizzativi. Attualmente i detenuti sono costretti per una semplice radiografia ad essere trasportati all’ospedale di Lecce con notevole dispendio di personale di custodia. Tossicodipendenti: controllo delle condizioni di salute dei detenuti in entrata; secondo il parere del medico i detenuti sono sottoposti a tappeto al test Hiv (non ci viene fatto cenno al consenso informato), alla Wasserman per la sifilide e all’esame delle transaminasi per il rilevamento delle epatiti. Ai tossicodipendenti si somministra metadone in terapia di mantenimento. // Eventi critici Nel 2011 si contano complessivamente 178 atti di autolesionismo, compiuti da 77 soggetti di cui 6 donne; 33 tentativi di suicidio, compiuti da 21 soggetti diversi. Nel 2012 si sono registrati due decessi per suicidio, uno a maggio e l’altro alla fine di luglio. // Attività e trattamento L’istituto ha un prevalente carattere “circondariale”, ciò non consente l’attivazione di un programma trattamentale particolarmente articolato. L’azione si concentra sul cosiddetto “intrattenimento” e prevede una serie di attività ludico-espressive gestite anche da associazioni e volontari attivi all’interno della struttura. Attività culturali: Laboratorio per il modellamento della cartapesta; laboratorio teatrale autogestito; laboratorio editoriale. Attività ricreative: festa della befana; festa del papà; festa della mamma; festa della donna; laboratorio attività manuali e decoupage. Attività sportive: prima dell’apertura di uno dei campi di calcio, la sola attività motoria concessa ai detenuti era il passeggio negli spazi all’aperto. Menzione particolare merita il Laboratorio Editoriale, attivo da diversi anni, denominato “Piano di Fuga”, da cui trae il titolo il periodico di informazione (bimestrale), alla cui stesura collaborano alcuni volontari appartenenti all'associazione “Comunità Speranza”, facenti capo al cappellano. Confezionato all’interno del carcere dai detenuti è in vendita anche in alcune edicole di Lecce. Per il futuro è prevista l’attivazione, in convenzione con l’UEPE e l’ass. di volontariato “Comunità Speranza” , di un protocollo operativo avente ad oggetto il trattamento dei dimittendi non autosufficienti e privi di riferimenti esterni. Il protocollo di intesa prevede anche la possibilità di accoglienza presso la struttura residenziale “Villa Adriana”. // Lavoro e formazione professionale Nel 2011 sono stati organizzati i seguenti corsi professionali: Istallatore e manutentore di pannelli solari; Elettricista di base, che hanno permesso a 30 detenuti di conseguire un attestato di idoneità professionale. Le lavorazioni: sartoria “Officina Creativa”, attiva nella sezione femminile, 8 detenute partecipanti; produzione di prodotti da forno della linea “Buoni dentro”, 5 detenuti partecipanti. Un progetto finanziato dalla cassa delle ammende e denominato “Impresa sociale intramurale” dovrebbe consentire un aumento dell’offerta e del numero di detenuti ammissibili a frequentare i corsi professionali. I detenuti che lavorano all’interno dell’istituto in servizi “domestici” sono 233. L'orario lavorativo è frazionato nel corso della giornata per permettere la consumazione del pasto, che avviene tra le ore 11.30 e le ore 12.30. Ricadute positive nell’impiego lavorativo dei detenuti sono attese anche dall’avvio di una serie di attività di ristrutturazione finanziate dalla cassa delle ammende. // Istruzione Nel 2011 sono stati organizzati i seguenti corsi scolastici: 5 corsi di alfabetizzazione, 6 di scuola media di primo grado; 12 classi di ITC per ragionieri (1 prima; 5 bienni 1°/2°; 1 seconda, 1 terza, 1 quarta, 2 quinte, 1 biennio 3°/4°); per un totale di circa 270 impegnati. Per le schede sugli altri istituti di pena pugliesi, rimandiamo al sito dell’osservatorio di Antigone Articoli correlati: Carceri in Puglia, l’emergenza è la norma Un anno da garante: ‘Troppo da fare’

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