Servizio idrico. Nasce l’Autorità idrica pugliese

Bari. Cinque componenti invece di 258. Ed una gestione semplificata della materia idrica. Con questo spirito il Consiglio regionale ha approvato il disegno di legge che sostituisce l'Autorità idrica pugliese alle vecchie Ato

BARI – La semplificazione delle procedure in materia idrica è avviata. Il Consiglio regionale ha approvato il disegno di legge relativo all'istituzione dell'Autorità idrica pugliese, soggetto rappresentativo dei Comuni pugliesi destinato ad esercitare le competenze in materia di servizio idrico integrato, attualmente gestito dell'Autorità d'ambito territoriale ottimale (Ato). Le pratiche di adduzione, distribuzione e fognatura saranno di più semplice gestione dal momento che saranno demandate ad un gruppo di cinque componenti a fronte dei 258 di un tempo. “Fino ad oggi – ha detto l'assessore regionale alle Opere pubbliche Amati – erano 258 le persone che decidevano, da oggi saranno in cinque: mi sembra che sia stato fatto un grande passo in avanti. Abbiamo smantellato un carrozzone del centrodestra e così la Puglia avrà la possibilità di controllare in maniera snella e puntuale l'attività del gestore del Servizio idrico integrato”. Il disegno di legge approvato dà attuazione alla norma della Legge finanziaria 2010, che prevede la soppressione delle Autorità d’Ambito per il servizio idrico, demandando alle Regioni l’attribuzione delle funzioni nel rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza. Il nuovo soggetto giuridico svolgerà funzioni di programmazione, organizzative e operative in materia di Servizio idrico integrato; i Comuni di tutte le province pugliesi sono rappresentati nel Consiglio direttivo dell’Ente, che approverà il Piano d’Ambito e la tariffa per la gestione del servizio idrico integrato. Il nuovo soggetto garantisce la rappresentanza territoriale e demografica dei Comuni, prevedendo la presenza, nell’organo di indirizzo e programmazione, di non più di un sindaco per Provincia, assicurando la partecipazione di almeno un sindaco di Comuni con popolazione inferiore a 15mila abitanti e di almeno un sindaco di Comuni con popolazione compresa tra 15mila e 30mila abitanti; spetterà ai sindaci eleggere il presidente dell’Autorità. Il numero dei componenti il Consiglio direttivo, come richiesto dall’opposizione, è stato fissato a cinque.

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