Sanità. Fitto boccia la legge pugliese

Bari. Secondo il ministro Raffaele Fitto, la legge regionale n.5 del 2011, approvata il 7 aprile, sarebbe in contrasto con i principi fondamentali della legislazione statale diretti al contenimento della spesa pubblica sanitaria

BARI – Nuovi contrasti Governo-Regione in materia sanitaria. Su proposta del ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, ieri il Consiglio dei ministri ha impugnato sei leggi regionali, tra cui anche la legge regionale della Puglia n. 5 del 2011 recante “Norme in materia di Residenze sanitaria e socio-sanitarie assistenziali (Rssa), riabilitazione ed hospice e disposizioni urgenti in materia sanitaria”. La legge stabilisce le regole per la riconversione di posti letto di ricovero in posti letto di rsa o rssa (residenze sanitario e socio-sanitarie assistenziali), hospice o presidi di riabilitazione funzionale dei soggetti portatori di disabilità fisiche, psichiche, sensoriali, prevedendo in sostanza forme mitigative ai tagli all'offerta ospedaliera imposti dal Piano di rientro sanitario. La legge venne approvata in Consiglio regionale lo scorso 7 aprile con il voto favorevole di 38 consiglieri del centrosinistra e dell’Udc, e l’astensione di 20 consiglieri del PdL. Le misure previste dalla legge vengono concepite come forme alternative di assistenza sanitaria per compensare la chiusura di piccoli ospedali o la disattivazione di posti letto, fissando il criterio dalla contemporaneità fra chiusure degli ospedali e attivazione dei servizi “altri”. Perché il ministro ha impugnato la legge? Secondo il Consiglio dei ministri la legge pugliese conterrebbe norme che stabilirebbero il superamento del limite complessivo di posti letto fissato dal Piano di rientro dal disavanza sanitario, sul quale il 29 novembre 2010 è stato raggiunto un accordo tra il presidente della Regione Puglia e il governo, e dal conseguente Regolamento di riordino ospedaliero. Altre disposizioni escluderebbero le aziende ospedaliero-universitarie dal blocco del turn-over previsto dal Piano. “Per questo, le norme regionali – si legge in una nota ministeriale – si pongono in contrasto con i principi fondamentali della legislazione statale diretti al contenimento della spesa pubblica sanitaria secondo i quali gli interventi previsti nell'Accordo e nel Piano invece “sono vincolanti per la Regione, che è obbligata a non adottarne di nuovi che siano di ostacolo alla piena attuazione del piano di rientro”. Le disposizioni regionali violerebbero, insomma, secondo il ministro Fitto, l'art. 117, terzo comma della Costituzione, in quanto contrasterebbero con i principi fondamentali della legislazione statale in materia di coordinamento della finanza pubblica. Articoli correlati: Piano di rientro. Ok del Consiglio. Fiore: 'Mi dimetto' Piano di rientro. Le Commissioni approvano

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