Idea Engineering & Architecture. Il Tribunale: 'Il Comune paghi la parcella'

Cutrofiano. Il Tar aveva disposto l’anamento del bando di gara per l’affidamento della progettazione alla “Idea Engineering & Architecture Srl”, ma il Consiglio di Stato ribalta la sentenza

di Alfredo Ancora CUTROFIANO – Il Tar di Lecce lo aveva detto: non è più possibile per Comuni ed enti pubblici bandire gare per l’affidamento di progettazioni in cui si preveda che il pagamento del compenso professionale sia subordinato al finanziamento dell’opera progettata. Un espediente che usavano quasi tutti i Comuni, per produrre progetti da proporre per ottenere finanziamenti. Se questi arrivavano, si aprivano i cantieri e i progettisti venivano pagati, altrimenti il lavoro di questi era prestato a titolo gratuito. Il Tar di Lecce aveva, in base a questo principio generale, anato un bando di gara pubblicato dal Comune di Cutrofiano per la progettazione delle opere infrastrutturali della zona artigianale per un valore di 90mila euro. Ma il Consiglio di Stato (Cds), con una sentenza di pochi giorni fa, ha ribaltato quella decisione. Nel bando pubblicato dal Comune di Cutrofiano, com’era allora prassi, si prevedeva che il pagamento del compenso professionale era “subordinato al finanziamento dell’intervento, mentre il professionista s’impegna a non prendere alcun compenso, nemmeno per spese vive, qualora l’intervento non venga ammesso a finanziamento”. Quell’incarico era stato poi affidato alla società “Idea Engineering & Architecture Srl”. Ma contro quella disposizione erano insorti l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Lecce e il Consiglio nazionale dello stesso ordine con un ricorso al Tar dell’avvocato Pietro Quinto. Il Comune di Cutrofiano si costituì in giudizio con l’avvocato Giovanni Pellegrino. I giudici di Lecce, come detto, anavano il bando e il conseguente affidamento e, facendo proprie le argomentazioni di Quinto, affermavano che “il cosiddetto decreto Bersani, pur eliminando i minimi tariffari e consentendo di concordare tariffe parametrate ai risultati ottenuti, non contempla invece la diversa ipotesi in cui il compenso venga in toto subordinato al raggiungimento degli stessi”. Il Comune di Cutrofiano però ha fatto ricorso al Cds e qui i giudici hanno ribaltato la sentenza del Tar non perché errata nel merito ma perché il caso di Cutrofiano era diverso. Infatti, hanno scritto i giudici del Cds, anare quella gara per rifarla in termini diversi avrebbe comportato la perdita di ogni finanziamento regionale. “Al riguardo – scrivono i giudici del Cds – come esattamente eccepito dal Comune, non può non rilevarsi che il giorno successivo alla notificazione del ricorso al Tar si era determinata l’impossibilità giuridica di rinnovamento della procedura di gara, in quanto era scaduto il termine per le domande di partecipazione al bando regionale di finanziamento. La rinnovazione del procedimento avrebbe quindi comportato l’inosservanza del termine utile per il conseguimento del finanziamento regionale, sicché non era configurabile neppure l’interesse strumentale dell’Ordine ad una più larga partecipazione di categoria alla gara”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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