Al saggio di fine anno il coro intona ‘Faccetta nera’

Lecce. Il collegio dei docenti non cambia idea: nonostante la contrarietà di alcuni genitori, in occasione dello spettacolo gli alunnni dell’istituto Marcelline eseguiranno il celebre canto fascista

Di Andrea Gabellone LECCE – Negli ultimi giorni, a Lecce, s'è fatto un gran parlare attorno ad una vicenda che vede coinvolte le suore dell'Istituto Marcelline. La notizia è la seguente: durante il saggio di fine anno, ispirato all'Unità d'Italia, il coro composto dai bambini delle scuole elementari intonerà, insieme ad altre musiche storicamente rilevanti, il celebre canto fascista “Faccetta nera”. Il pensiero vola, tra il serio e il faceto, a tutti quei genitori che si sono sentiti canticchiare in casa “noi marceremo insieme a te, e sfileremo avanti al Duce e avanti al Re!” dal proprio figlioletto di sei o sette anni. Non si fatica ad immaginare l'ampio ventaglio di reazioni. Tant'è che alcuni non hanno creduto fosse eccessivo o, forse, non hanno voluto attribuire alla scelta più di tanta importanza; altri, invece, hanno impedito ai propri bambini di continuare a seguire le prove per il saggio. Dopo alcuni giorni di silenzio, da parte delle religiose, e di protesta, da parte di alcuni genitori, dall'Istituto fanno finalmente sapere che la canzone “Faccetta nera” è stata riconfermata dal voto unanime del collegio dei docenti. In parte difendendo la propria autonomia didattica, e adducendo che lo studio del periodo fascista fa parte del programma, le suore, tra echi di pasoliniana memoria, catechizzeranno un coro di voci ancora bianche sulle note di Mario Ruccione. Soffermarsi sulle varianti e sulle interpretazioni delle strofe appare, a questo punto, esercizio privo di senso. Certo, sarebbe assurdo richiamare il reato di apologia del fascismo: a fronte di tanti altri e pure evidenti esempi, non è certo questo il caso. È bene, però, fermarsi a riflettere sulla disinvoltura di alcune scelte, che tradiscono e riflettono la nostra memoria in tutta la sua debolezza. In Germania, ad esempio, suonare in pubblico il brano “Horst-Wessel-Lied”, inno ufficiale del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, è tuttora illegale secondo il codice penale della Repubblica Federale di Germania. Come il fascismo in Italia, anche il nazismo in terra tedesca fa parte del programma didattico. La differenza la fa quel senso latente di vergogna, ancora vivo per le nefandezze di una storia troppo recente. E mentre una silente guerra è in corso per salvare l'ex colonia libica dal suo tiranno, ascoltare un coro di bambini che canta spensierato “vendicheremo noi camicie nere, gli eroi caduti liberando te!” ci affranca dall'equivoco dell'anacronismo e ci proietta in un presente che, a dirla tutta, preoccupa non poco. Per stimolare il dibattito riportiamo il testo originale del canto fascista “Faccetta nera”. Se tu dall'altipiano guardi il mare, Moretta che sei schiava fra gli schiavi, Vedrai come in un sogno tante navi E un tricolore sventolar per te. Rit: Faccetta nera, Bell'abissina Aspetta e spera Che già l'ora si avvicina! quando saremo Insieme a te, noi ti daremo Un'altra legge è un altro Re. La legge nostra è schiavitù d'amore, il nostro motto è libertà e dovere, vendicheremo noi camicie nere, Gli eroi caduti liberando te! Rit: Faccetta nera, Bell'abissina Aspetta e spera Che già l'ora si avvicina! quando saremo Insieme a te, noi ti daremo Un'altra legge è un altro Re. Faccetta nera, piccola abissina, ti porteremo a Roma, liberata. Dal sole nostro tu sarai baciata, Sarai in Camicia Nera pure tu. Rit: Faccetta nera, Sarai Romana La tua bandiera Sarà sol quella italiana! Noi marceremo Insieme a te E sfileremo avanti al Duce E avanti al Re!

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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