Educare alle differenze. Nasce la rete del volontariato

Bari. Firmato un protocollo d’intesa tra Regione, Ministero dell’Istruzione, Ufficio scolastico regionale e Csv per attivare una collaborazione tra il mondo del volontariato ed istituzioni scolastiche

BARI – “La scuola deve educarsi per poter educare. Ed educare la scuola significa coinvolgere molteplici attori che possano consentire un percorso di capacità di mediazione con ciò che non è conosciuto. L’educazione alle differenze può essere una festa”. Sono le parole con cui il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha commentato la sottoscrizione ieri mattina del protocollo d’intesa per la diffusione sul territorio regionale del valore della cittadinanza europea attiva e solidale, con i rappresentanti istituzionali del Ministero Istruzione, Università e Ricerca, con l'Ufficio scolastico regionale per la Puglia e il Volontariato pugliese (Centro Servizi Volontariato Puglianet). Il progetto si chiama “Rete regionale per l'Europa dell'istruzione e il volontariato” e nasce proprio nell'anno europeo del volontariato. In particolare il protocollo prevede l’attivazione di una collaborazione tra il mondo del volontariato e le Istituzioni scolastiche con l’obiettivo di promuovere percorsi di integrazione degli alunni stranieri con iniziative ed attività correlate al volontariato, attraverso di percorsi di multilinguismo e multiculturalismo, azioni di valorizzazione delle competenze e delle culture degli studenti di altre nazionalità che diventano ambasciatori della comunità di origine. Ma l'obiettivo è anche creare un sistema interistituzionale integrato per stimolare sensibilità e interessi dei giovani su alcuni temi centrali per la comunità europea, quali i diritti umani, la cittadinanza, la convivenza, il dialogo interculturale. “Il futuro si confronta con un presente di straordinaria complessità – ha continuato Vendola -; credo che la sfida futura sarà quella di governare con logiche di inclusione la presenza crescente di stranieri sul nostro territorio, per quello che questa presenza proietta all’interno della scuola. Bambini, minori, adolescenti stranieri sono una straordinaria opportunità per arricchire il programma educativo della scuola e per farne il punto di sviluppo di conoscenze multiple. Abbiamo cercato in questi anni – ha concluso Vendola – di costruire politiche realmente inclusive, che non lasciassero indietro alcuno e siamo convinti che una rete stabile, interistituzionale, possa garantire la pervasività di un approccio culturale solidaristico che fa della cittadinanza l'elemento fondativo della responsabilità sociale”. Ciascun ente concorrerà alla realizzazione, sulla base delle proprie competenze, di azioni specifiche che nel corso dei tre anni di validità del protocollo, si andranno a definire tra le parti, collaborando con ogni forma di sostegno utile al buon funzionamento della Rete regionale. Il progetto prende le mosse da quanto emerso nel Consiglio Europeo di Lisbona del 2000, che identificando negli individui la principale risorsa dell’Europa ha riconosciuto la centralità delle politiche educative e della formazione con il conseguente impegnando a realizzare azioni mirate alla promozioni di tali politiche. “Nell’anno europeo del volontariato – ha aggiunto l’assessora al Welfare Elena Gentile – non vogliamo fare né petizioni di principio né propaganda, bensì vogliamo valorizzare una rete importante che in Puglia, negli ultimi cinque anni, è cresciuta e si è sviluppata in modo coraggioso e generoso. Una rete e un percorso che hanno visto esplodere la grandissima qualità del mondo del volontariato pugliese. È un passo determinante dunque quello di creare una strategia comune su temi così sensibili nel panorama nazionale e internazionale, perché l'Italia rischia di caratterizzarsi sempre più come un paese ad elevato livello di discriminazione e intolleranza”. In allegato il protocollo d'intesa

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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