Ricorso tardivo. Il centro commerciale resta

Matino. Il Tar ha giudicato irricevibile il ricorso presentato dalla società Discoverde Srl contro il Comune e le società che hanno realizzato il centro commerciale nella zona Pip, perché arrivato troppo tardi rispetto alla nascita dell’attività

Di Andrea Gabellone MATINO – La prima sezione del Tar di Lecce – presieduta dal giudice Antonio Cavallari – ha dichiarato irricevibile, lo scorso 13 aprile, il ricorso presentato dalla società Discoverde srl contro altre società e il Comune di Matino, “colpevoli” a suo avviso di aver rispettivamente realizzato e autorizzato l’apertura di un nuovo centro commerciale nella zona PIP di Matino. La storia è presto detta. La Discoverde è titolare di alcuni esercizi commerciali a Casarano e Parabita, a pochi chilometri dell’area commerciale della zona P.I.P. del comune di Matino. Rappresentata e difesa dall’avvocato Giuseppe Mormandi, la Discoverde ha chiesto ai giudici di anare le autorizzazioni concesse dal Comune di Matino – difeso invece dall’avvocato Daniela Anna Ponzo – alla Mythos srl, alla Brigest Matino Sma Srl, difesa dall'avvocato Giovanni Bellisario e, successivamente, alla Petali srl e alla Romano Maria Cristina. Tutte queste aziende hanno ottenuto regolari autorizzazioni per aprire negozi, alimentari e non, nella zona PIP di Matino. Insomma, una sorta di piccolo centro commerciale. La Discoverde ha chiesto l’anamento di quelle autorizzazioni proprio perché ritiene che gli esercizi commerciali delle ditte succitate, essendo inseriti in un unico immobile e avendo un ingresso comune, si configurano come un vero centro commerciale. Per cui il Comune avrebbe potuto autorizzare l’insediamento soltanto dopo aver ottenuto su un suo piano commerciale il via libera della Regione. La Brigest, il 2 novembre 2010, ha depositato al Tar una memoria difensiva sostenendo che il ricorso è stato pensato troppo tardi e specificando inoltre che non si tratta di un centro commerciale. Il Comune si è abbarbicato a difetti procedurali presenti, a suo avviso, nel ricorso della Discoverde, che avrebbe agito in maniera illegittima, in ritardo e senza impugnare i titoli edilizi concessi. Il ricorso, però, secondo i giudici del Tar, è irricevibile per tardività. Sostanzialmente, se si ritiene di aver ricevuto un danno, non lo si può reclamare al di là di ogni ragionevole lasso temporale. Nel caso in esame, l’apertura della struttura commerciale in questione è stata materialmente avviata nel dicembre 2009 e la sua apertura è stata pubblicizzata già nel mese di ottobre 2009, quindi quasi un anno prima della presentazione del ricorso. Ricorso che, pur avendo fondatezza, non può essere accolto a causa della rigidità, non sempre lungimirante, della legge.

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