Cittadini sfiduciati e potenzialità inespresse

Ugento. Le emergenze con le quali dovrà fare i conti il futuro sindaco di Ugento

UGENTO – Un’altra certezza è questa: il futuro sindaco di Ugento avrà, una volta eletto, delle belle gatte da pelare (leggi: tematiche scottanti con cui misurarsi). Ciò è dovuto da un lato alle grandi potenzialità del territorio (che, marine incluse, ha un’estensione che nel Salento è seconda solo a Nardò); dall’altro, alla scarsa attenzione che negli anni a tali potenzialità è stata riservata, soprattutto in un’ottica di sviluppo sostenibile che mirasse a creare benefici per l’intera comunità. E’ forse per questo che una delle principali urgenze per gli amministratori di domani sarà riconquistare la fiducia dei cittadini, che per troppo tempo sono rimasti lontani dai palazzi del Comune, sentendosene esclusi. Il drammatico omicidio del consigliere dell’Italia dei valori, Peppino Basile (14 giugno 2008), ha avuto quantomeno il positivo effetto di squarciare il velo di indifferenza da parte degli ugentini nei confronti della vita pubblica. Le problematiche con cui la città ha a che fare oggi sono, peraltro, quelle denunciate da Basile nella sua attività di consigliere fino al giorno prima di morire, ormai quasi tre anni fa; tra queste, soprattutto la scarsa tutela del patrimonio naturalistico, che di volta in volta ha assunto la forma dell’autorizzazione alla realizzazione di un maxi albergo in pieno parco naturale “Litorale di Ugento”; delle concessioni a chioschi e simili, in barba alle percentuali stabilite dal Piano coste; della nascita della discarica Burgesi in zona sottoposta a vicolo paesaggistico; dell’assenza della rete fognaria a Torre San Giovanni e nelle altre marine, per citare le principali. A queste tematiche si aggiungono quelle maggiormente sentite dai cittadini, in quanto hanno risvolti immediati sulla loro qualità della vita. Strade dissestate che, se si esclude qualche intervento di “rammendo” hanno il manto di asfalto che fu posato almeno tre decenni fa; ciò ingrossa il capitolo della spesa pubblica in quanto determina l’apertura di contenziosi tra cittadini e Comune che poi si trova costretto ad impiegare fondi pubblici per corrispondere le parcelle ai legali ed i risarcimenti a chi fa causa. Assenza del Pug: l’attuale piano regolatore del Comune di Ugento risale al dicembre 1981. Da allora sono passati 30 anni e sono mutate esigenze e peculiarità urbane. Aumento della Tarsu: solo nell’ultimo anno, l’incremento per i comuni cittadini è stato del 30%, mentre ha raggiunto tassi dal 200 al 300% per artigiani e commercianti. Disoccupazione: è vero che la crisi è crisi per tutti, ma se Ugento riuscisse anche solo ad incrementare il turismo destagionalizzato, potrebbe creare occupazione più stabile e meno soggetta ai rischi che un impiego stagionale comporta, come il lavoro nero o irregolare, sottopagato, eccetera.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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