Caos calmo

Ugento. Il centrodestra si spacca in due: da un lato i “fittiani”, che sostengono Massimo Lecci; dall’altro i “mantovaniani”, a favore di Giulio Lisi. Il centrosinistra fa quadrato attorno al nome di Pasquale Molle, alla sua prima esperienza elettorale

UGENTO – Dopo dieci anni, Eugenio Ozza fa baracca e burattini e si prepara a lasciare il Palazzo. E nella situazione di estrema confusione che le Amministrative hanno creato, ad Ugento, questa è una delle poche certezze: il futuro primo cittadino avrà un altro volto. Quanto sarà nuovo, è da vedere. La percezione che cittadini e “forestieri” hanno, della corsa amministrativa ugentina targata 2011 è che essa sia stata quanto meno anomala. Si sa che le elezioni comunali sono una faccenda a sé, che spesso esula da schieramenti e partiti politici, nella convinzione di base che “ciò che conta è la persona”. Ma stavolta il discorso si complica. Perché all’appuntamento con le urne, sia l’attuale maggioranza sia l’opposizione si presentano estremamente frammentate. Il centrodestra è diviso a metà: da una parte i “fittiani”, dall’altra i “mantovaniani”. I primi, a sostegno di Giulio Lisi (lista “Giulio Lisi per cambiare”), appoggiato anche da Udc e da una parte di Italia dei valori. I secondi, a sostegno di Massimo Lecci (lista “Cittadini protagonisti”), vicesindaco uscente, fino a qualche mese fa dato come sicuro “erede” di Ozza. E poi c’è la ex opposizione, costituita da un lacerato Pd assieme a Comunisti italiani, Socialisti e l’altra parte dell’Italia dei valori; tutti a sostegno di Pasquale Molle (lista “Partecipazione e responsabilità”), uomo nuovo della politica cittadina. Prima di convergere sul nome di Molle, sembrava che le forze di minoranza avessero fatto quadrato attorno alla figura di Martino Carluccio, esponente del Pd, che aveva manifestato al partito la propria disponibilità a scendere in campo. Si è trattato di una candidatura annunciata ma poi ritirata per “favorire il raggiungimento dell’intesa tra gruppi”, ha dichiarato il diretto interessato (i malpensanti hanno sospettato una caduta dell’interesse nei suoi confronti anche da parte dello stesso Partito democratico), che ha pertanto fatto un passo indietro “per il bene del paese”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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