La scure del Governo su consiglieri ed assessori

LA STORIA DELLA DOMENICA. Le elezioni amministrative del 15 e 16 maggio sono le prime dall’entrata in vigore del decreto del Governo che prevede il taglio di assessori e consiglieri comunali e provinciali. Ecco come cambia la situazione nel Salento

di Alfredo Ancora Le elezioni amministrative di questo mese portano una grossa novità che non può passare sotto silenzio: sono le prime dopo l’approvazione del decreto del governo che prevedeva il taglio di consiglieri e assessori. Un decreto approvato nel gennaio dello scorso anno ma la cui entrata in vigore era prevista appunto per il 2011. Perciò i consigli comunali dei Comuni con popolazione inferiore ai mille abitanti (nel Salento non ce n’è) che prima avevano diritto a 12 consiglieri ora ne avranno solo 8; i Comuni sopra i mille e fino a tremila abitanti avranno 10 consiglieri anziché 12 (così Caprarica, Cannole, Patù, Nociglia); i Comuni con più di tremila abitanti e meno di 10.000 come Alessano, Collepasso, Cutrofiano, Melissano, avranno 12 consiglieri anziché 16; quelli sopra i 10 mila abitanti e fino a 30 mila come Cavallino, Lizzanello e Trepuzzi avranno 15 consiglieri mentre i Comuni con popolazione superiore ai 30 mila abitanti, come Nardò, avranno solo 22 consiglieri invece dei 30 di prima. Tagli che riguarderanno anche il Comune di Lecce che l’anno prossimo vedrà il suo Consiglio comunale ridursi drasticamente da 40 a 32 consiglieri. Tagli che non riguardano solo i Consigli, ma anche le giunte. E infatti i sindaci che risulteranno vincitori alle prossime elezioni potranno nominare solo due assessori nei Comuni fino a tremila abitanti, tre assessori nei Comuni fra tremila e trentamila abitanti, cinque assessori nei Comuni come Nardò fra 30mila e centomila abitanti, 8 in quelli tra centomila e 250mila e nei capoluoghi di provincia come Lecce. A dover tagliare il numero dei suoi componenti sarà anche il Consiglio provinciale di Palazzo dei Celestini che dovrà ridursi, a partire dalle prossime elezioni, da 36 a 28 componenti. Anzi, il lavoro per la riduzione dei consiglieri, in Provincia hanno già cominciato a farlo perché qui sarà necessario ridisegnare i collegi elettorali, visto che il Consiglio provinciale si elegge con un sistema proporzionale ma a collegi uninominali. Questi, quindi andranno ridotti da 36 a 28. A questo compito il prefetto Mario Tafaro aveva sollecitato la Provincia, inviando anche una bozza di nuovi collegi che, comunque, va approvata dal Consiglio provinciale. Il mese scorso l’argomento è stato portato alla discussione di un Consiglio provinciale, ma l’argomento è stato rinviato ad una successiva riunione anche per dar tempo ai consiglieri di pensare bene a come abbinare al meglio i vari Comuni che faranno parte dei 28 nuovi collegi elettorali. Perché non è facile. La tentazione di ogni consigliere di cucirsi addosso il collegio a seconda della propria capacità di attrarre voti è forte. E d’altra parte bisogna tenere conto che ogni collegio deve avere più o meno la stessa popolazione (oscillante dai 25.000 ai 30.000 abitanti circa) e che bisogna tener conto della contiguità dei territori. Sulla bozza della prefettura, quindi, ogni gruppo consiliare ha già fatto le sue proposte e su quelle si dovrà pronunciare il Consiglio provinciale. Quanto su quelle proposte possa aver pesato l’interesse del singolo consigliere più della coerenza con il numero di abitanti e la contiguità fisica, culturale ed economica dei territori è tutto da vedere. Ma vediamo le proposte sul tappeto. Quella dal gruppo consiliare del Pdl, fatta propria con atti successivi anche dal Gruppo Misto e dal consigliere Mario Pendinelli, è la seguente: Collegio 1: Campi, Salice Salentino e Guagnano; Collegio 2: Casarano e Melissano; Collegio 3: Cavallino, Lizzanello e Castrì. Questo per esempio è un collegio che ha dei punti controversi: perché sottrrarre Castrì al collegio di Vernole, che con questo e con gli altri Comuni di quel collegio ha uno storico rapporto, mentre al collegio di Vernole è stato abbinato il più lontano comune di San Donato che invece è contiguo sia a Lizzanello che a Cavallino?. Anzi, soprattutto con quest’ultimo ci sono relazione antiche, anche se a volte conflittuali, soprattutto dopo che Cavallino ha costruito discarica e impianti di smaltimento rifiuti a poche centinaia di metri dal territorio di San Donato. Ma andiamo avanti. Collegio 4: Copertino e Carmiano. Anche qui pare ci fosse chi aveva proposto di abbinare al grosso Copertino il più piccolo Porto Cesareo, sbocco a mare naturale per i copertinesi. Ma pare che qualcuno si sia opposto e così Copertino è finito con Carmiano; Collegio 5: Cutrofiano, Sogliano Cavour, Collepasso, Neviano e Sannicola. Qui c’è da notare che fra Collepasso e Sannicola c’è prima Tuglie ma questo Comune è andato con un altro collegio; Collegio 6: Corsano, Gagliano del Capo, Castrignano del Capo, Tiggiano, Patù e Morciano; Collegio 7: Galatina; Collegio 8: Galatone, Aradeo e Seclì; Collegio 9: Gallipoli e Alezio; Collegio 10: Lecce1; Collegio 11: Lecce2; Collegio 12: Lecce3 e San Cesario; Collegio 13: Maglie, Castrignano dei Greci, Cursi, Palmariggi e Melpignano; Collegio 14: Martano, Corigliano d’Otranto, Carpignano Salentino, Sternatia, Zollino e Soleto; Collegio 15: Matino, Parabita e Tuglie; Collegio 16: Melendugno, Otranto, Cannole, Bagnolo, Giurdignano e Uggiano La Chiesa. Qui stride con la storia l’abbinamento di Melendugno al resto dei Comuni. Perché se con Otranto almeno può esserci un’affinità (sono due Comuni di mare contigui, anche se distanti 30 chilometri) che c’azzecca Melendugno con Uggiano, Giuggianello etc. etc. Un collegio di plastilina, un collegio chewing-gum, che si estende per oltre 40 chilometri e che strappa il Comune del sindaco Vittorio Potì ai Comuni vicini con i quali aveva ed ha più contiguità di interessi, quali Calimera, Vernole, Martano, Castrì. E forse per questo Potì, che è consigliere provinciale, si è riservato di fare le proprie osservazioni sui nuovi collegi direttamente in Consiglio, sentendosi libero da quelle fin qui presentate. Collegio 17: Monteroni, Lequile e San Pietro in Lama; Collegio 18: Nardò; Collegio 19: Poggiardo, Muro Leccese, Giuggianello, Minervino, Santa Cesarea Terme, Ortelle e Castro; Collegio 20: Ruffano, Supersano, Montesano, Miggiano e Specchia; Collegio 21: Scorrano, Botrugno, San Cassiano, Nociglia, Surano, Spongano, Diso e Sanarica (quest’ultimo Comune rimasto fuori dalla cerchia dei Comuni che fanno capo al collegio 19 e coi quali, anche geograficamente, sembra più contiguo); Collegio 22: Squinzano e Surbo; Collegio 23: Taurisano, Ugento, Acquarica del Capo e Presicce; Collegio 24: Taviano Racale e Alliste; Collegio 25: Trepuzzi, Novoli e Arnesano; Collegio 26: Tricase, Andrano, Alessano e Salve; Collegio 27: Veglie, Leverano e Porto Cesareo; Collegio 28: Vernole, Calimera, San Donato, Caprarica e Martignano. Qui stona la presenza di San Donato che con gli altri Comuni ha pochi rapporti. E di ciò si è reso conto il sindaco di Vernole Mario Mangione che avrebbe preferito tenersi Castrì e perciò ha scritto alla Provincia ed alla Prefettura. Il gruppo del Pd invece ha suggerito di sostituire nel collegio 2 di Casarano il Comune di Melissano con il Comune di Sanarica; inserire San Cesario nel collegio 18 di Monteroni; annettere Corsano al collegio 27 di Tricase; annettere Sanarica al collegio di Poggiardo; annettere Sannicola al collegio di Gallipoli. Rispetto ai vecchi collegi diminuisce fortemente la rappresentanza del Comune di Lecce che passa da cinque a tre collegi. Ma questa è solo la bozza dei nuovi collegi. Può darsi che il tempo che i consiglieri provinciali si sono presi per riflettere porti a ridisegnare al meglio i nuovi 28 collegi. Anche perché quest’anno ci sarà il censimento e forse i nuovi collegi sarà meglio disegnarli sulla popolazione reale di quest’anno e non su quella, ormai storica del censimento di 10 anni fa.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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