‘Ferrari’ verso la rottamazione

Casarano. Il Pdl attribuisce le responsabilità del “declino” dell’ospedale cittadino alla politica sanitaria regionale di Nichi Vendola

CASARANO – La rottamazione dell’ospedale “Ferrari” sarebbe già in corso. Ne è convinto il Pdl cittadino che in una nota spiega le ragioni che porterebbero a questo obiettivo. Naturalmente la responsabilità principale sarebbe del presidente Nichi Vendola e della sua politica sanitaria. “Ciò che da tempo tutti temevano si sta verificando – scrive il Pdl – e non ha alcun valore poter affermare da parte nostra il fatto che avevamo già sollevato la questione”. La forza politica di centro-destra ritiene che ci sarebbe “una volontà, più o meno ‘occulta’, tesa ad ottenere la ‘rottamazione’ dell’ospedale di Casarano ad onta delle eccellenze perdute e dei tempi in cui, anche da più parti d’Italia, si raggiungeva questa struttura per la valenza dei reparti e del personale sanitario che li dirigeva”. Sul caso della riduzione degli interventi chirurgici, il Pdl spiega che “la motivazione ‘tecnica’ sta nella mancanza di risorse in un fondo speciale (il cosiddetto “fondo articolo 55”) che di recente è stato dimezzato dall’assessorato regionale alla Sanità, e tutti ormai sappiamo che questa è solo l’ennesima, allarmante spia di una situazione economica della sanità pugliese sull’orlo del collasso. In questi sei anni di gestione Vendola della sanità pugliese, si è assistito ad interventi di diminuzione dei servizi e dell’assistenza, mentre continuano ad essere alimentati sperperi e clientele”. “La gestione clientelare del personale e le continue assunzioni nel ruolo non sanitario – continua la nota – avevano già reso difficile la situazione in tutti i nosocomi in generale ed a Casarano in particolare, dimezzare in un colpo solo il numero degli interventi chirurgici vuol dire evidentemente raddoppiare i tempi delle già insostenibili liste d’attesa e, quel che è peggio, il futuro appare ancora più nero del presente; basti infatti pensare che nei prossimi anni andranno in pensione circa 1.500 unità solo tra i medici ed a questo deve aggiungersi il già citato blocco delle assunzioni per colorare di tinte ancora più fosche il futuro della sanità”. Articolo correlato: Meno interventi? Medici verso lo sciopero (28 aprile 2011)

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