Una 'squadra' anti-sfruttamento

Bari. Una Commissione per promuovere la cultura della legalità ed una convenzione Regione-Guardia di finanza per effettuare controlli sulle aziende beneficiarie di finanziamenti comunitari

BARI – Fare squadra per impedire che il malaffare, offendendo i lavoratori, inquini i tentativi di costruire opportunità di sviluppo socio-economico per il territorio. E’ l’obiettivo comune di Regione Puglia e forze dell’ordine nell’ambito delle azioni messe in campo a protezione del sistema di impresa e dei lavoratori, in primo luogo. “Dal pomodoro al fotovoltaico migliaia di lavoratori vittime di organizzazioni votate al malaffare. Registriamo con dolore – ha dichiarato l’assessora – il perpetuarsi di una pratica dura a morire che offende la dignità delle persone”. Di recente, la Giunta regionale ha approvato il Piano per l’emersione del lavoro non regolare, con l’obiettivo di contrastare la piaga del lavoro non regolare e promuovere ogni utile intervento per favorire l'emersione del fenomeno e la regolarizzazione dei rapporti di lavoro. La Commissione creata ad hoc (che vede al suo interno anche gli organismi ispettivi e di controllo) ha varato un programma che, oltre ad azioni finalizzate a promuovere la cultura della legalità, individua gli strumenti per favorire l'emersione nei settori del lavoro agricolo, nell'edilizia, nei servizi alla persona e turistico-alberghieri (liste di prenotazione, incentivi alle aziende per l'assunzione della manodopera) etc. E per ottimizzare il lavoro delle istituzioni e degli enti preposti, l’Ente di Via Capruzzi ha stipulato una convenzione con la Guardia di Finanza per promuovere accertamenti a campione, nei confronti delle aziende beneficiarie di finanziamenti regionali sui fondi Feoga, Fesr e Fse. Tale attività di accertamento, su un campione di 1.214 progetti beneficiari di finanziamenti pubblici erogati per un importo complessivo di 640.983.571 euro, ha portato al rilevamento di numerose violazioni alle normative nazionali e regionali. Tali violazioni sono state denunciate agli organismi competenti che esiteranno anche nella revoca dei finanziamenti erogati. “Nell'esprimere il mio più vivo apprezzamento – conclude Elena Gentile – per l'efficace intervento delle Forze dell’ordine e della Magistratura, esprimo la mia più totale vicinanza alle vittime, alle quali confermiamo l’impegno per una sempre più' incisiva battaglia a tutela dei diritti umani.” Articolo correlato: Caso Tecnova

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