53mila metri di discarica abusiva. 9 denunce

Copertino. Rifiuti di ogni genere, anche pericolosi. La Guardia di finanza ha sequestrato l’intera area e denunciato i nove responsabili

COPERTINO – Nove persone denunciate e sette lotti di terreno adibiti a discarica abusiva sequestrati. E’ il risultato di un’operazione della Guardia di finanza in tema di tutela ambientale. Sui lotti individuati, infatti, destinati alla realizzazione di stabilimenti industriali, erano stati scaricati rifiuti di ogni genere: materiale proveniente dalla costruzione e demolizione di edifici, materiale ferroso, sansa derivante dalla molitura di olive, gomme per autotreni, elettrodomestici ecc. Gli appezzamenti di terreno interessati, tutti adiacenti fra loro, per un’estensione complessiva di oltre 53.100 metri quadri, sono risultati essere di proprietà di vari imprenditori copertinesi, che li avevano acquistati per la realizzazione di impianti industriali. I proprietari dei lotti, nove persone in totale, sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria per violazione alle norme sulla tutela dell’ambiente, come previsto dal decreto legislativo n. 152/2006, mentre le aree sono state sottoposte a sequestro. Dovranno procedere, a proprie spese, alla bonifica dei siti inquinati ed al ripristino dello stato dei luoghi. A tal fine, il Comune di Copertino emetterà apposite ordinanze, sulla cui esecuzione ed attuazione vigileranno gli stessi militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Gallipoli. Nel corso della stessa operazione di servizio, in una delle aree sequestrate e precisamente in una cava dismessa di circa 10mila metri quadri, i finanzieri gallipolini hanno individuato quattro manufatti in pietra viva e tufi, di varie dimensioni (tre trulli ed un casolare), realizzati in assenza del permesso di costruire. Le opere esterne di copertura e pavimentazione di detti manufatti, per complessivi 200 mq, erano state realizzate con l’impiego di centinaia di traversine in legno, un tempo impiegate per la realizzazione di binari ferroviari, ora classificate come rifiuti pericolosi, in quanto sostanze cancerogene ed altamente infiammabili, poiché trattate con il “creosoto”, un prodotto utilizzato per preservare il materiale dalle aggressioni atmosferiche e dall’attacco di insetti e parassiti.

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