Bellanova (Pd): 'salvare la Grotta dei Cervi'

Interrogazione per il Ministro dei Beni Culturali, Galan. “Non si ritiene doveroso – dice Bellanova – attivarsi con urgenza per evitare la dissipazione di un patrimonio archeologico di rilevanza europea?”

Sulla vicenda (riassunta qui) dell'abbandono e della non curanza di Grotta dei Cervi, la deputata salentina del Pd, Teresa Bellanova interroga il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giancarlo Galan. “Non si ritiene doveroso – dice Bellanova – raccogliere l’istanza avanzata dagli studiosi, attivandosi con urgenza per evitare la dissipazione di un patrimonio archeologico di rilevanza europea che andrebbe, invece, recuperato e valorizzato a vantaggio del territorio salentino, italiano e di tutti coloro che vorranno usufruire delle bellezze storiche che sono in esso contenute?”. Grotta dei Cervi è, infatti, uno dei siti archeologici più significativi del territorio salentino. Al suo interno vi è la presenza di uno straordinario repertorio di pittogrammi risalenti all’epoca neolitica ed altre evidenze di una frequentazione preistorica che va dal periodo Paleolitico superiore all’Età dei metalli. La grotta è sita a Porto Badisco, Comune di Otranto, in località “La Montagnola” ed è stata scoperta nel 1970 da cinque membri del Gruppo Speleologico Salentino “De Lorentiis”. Questo luogo è unico nel suo genere in tutta Europa e tra le altre cose all’interno vi sono circa tremila pittogrammi in ocra rossa e guano di pipistrello risalenti a circa seimila anni fa. A testimoniare l’importanza di questo sito vi è anche il dvd “Neolithic Mysteries: Revealing in 3D the Grotta dei Cervi of Porto Badisco” realizzato dal Coordinamento Siba dell’Università del Salento che è stato premiato a livello nazionale nella categoria “Science and Technology” dell’Italian Content Award 2009, rappresentando ufficialmente l’Italia al prestigioso World Summit Award 2011. Il 5 aprile 2011, il Presidente del gruppo spelelogico “Ndronico”, Giovanni Cremonesini, di concerto con il già direttore del gruppo e collaboratore della scoperta, Pino Salamina hanno scritto una missiva indirizzata, tra gli altri, al Presidente del Consiglio ed al Ministro per i Beni e le Attività Culturali per denunciare il grave stato di degrado nel quale versa il prezioso sito archeologico, a distanza di quarantuno anni dalla scoperta, che a detta degli stessi pare si stia sgretolando. Gli studiosi, consci del processo di dissolvimento naturale della grotta che non può essere combattuto o bloccato perché il banco roccioso all’interno del quale geologicamente si trova la grotta ha matrice marina e prima o poi prenderà il sopravvento, avevano pensato di proporre l’inserimento della stessa nel patrimonio mondiale dell’Unesco e col fine di salvaguardarlo costruirne una copia fedele nella stessa zona con le medesime pitture preistoriche riprodotte fedelmente. Ma ad oggi, purtroppo, non hanno ricevuto alcuna risposta in merito da parte degli organi competenti, neanche per ciò che concerne l’esproprio della zona archeologica sovrastante la grotta; Tra l'altro, la grotta è rimasta interdetta al pubblico per evitare che il particolare microclima interno che ha “tutelato” per millenni i pittogrammi, fosse sconvolto arrecando danno alle pareti della stessa. Nella lettera, questi studiosi hanno, provocatoriamente, proposto di aprire la grotta al pubblico, sapendo i danni che ciò comporterebbe, chiedendo però un impegno solenne a copiare la grotta, almeno nelle sue manifestazioni più importanti, in un altro sito nella zona per conservarla a disposizione dei salentini e di tutti coloro che vogliano usufruire di questa bellezza.

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