Riciclaggio. Dalla Puglia poche segnalazioni

Lo denuncia l'Uif, l'Unità di informazioni di Bankitalia che si occupa di contrastare il fenomeno. Nel 2010, solo 8 indicazioni provenienti da professionisti su 223 in tutta Italia e 1422 da intermediari finanziari sul dato totale di circa 37mila

Mario Draghi, governatore di Bankitalia, aveva messo tutti in guardia durante il suo intervento, tenuto a Milano, e incentrato sugli aspetti sociali ed economici della presenza della mafie a Nord. “Il riciclaggio proveniente da attività criminali – diceva – è uno dei più insidiosi canali di contaminazione tra il lecito e l'illecito”. Si tratta di un sistema che cresce attraverso guadagni ottenuti illecitamente che sono, poi, reimmessi in circolazione attraverso canali legali, senza che possano essere identificati e tassati. A contrastare il fenomeno criminale, è predisposta l'Uif, l'Unità di informazione finanziaria di Bankitalia, che combatte il riciclaggio attraverso le segnalazioni che giungono, su operazioni sospette, da parte di intermediari finanziari, Istituti di credito e professionisti (come notai e avvocati). Le segnalazioni vengono poi smistate ai competenti organi investigativi. La Uif e lo stesso Draghi denunciano come, nell’intero 2010, professionisti e operatori non finanziari abbiano trasmesso complessivamente solo 223 indicazioni; “davvero poche rispetto al numero dei potenziali segnalanti e al ruolo che essi svolgono nella vita economica del Paese”. In merito a questo parametro, infatti, anche dati riguardanti la Puglia non alzano di certo la media nazionale. 2010 – Segnalazioni di riciclaggio da professionisti e operatori non finanziari – Lecce: 1 – Bari: 5 – Taranto: 2 Totale Puglia: 8 Il gap dalle altre regioni italiane (per esempio Lombardia 60, Emilia Romagna 18, Liguria 13, Piemonte 10 e Toscana 16) è alto, ma la Puglia resta almeno al di sopra delle regioni in cui la presenza mafiosa è storica. In Campania sono state registrate solo 3 segnalazioni, in Calabria e Sicilia appena una a testa. Comunque, come segnalato anche da Draghi, la distribuzione territoriale delle operazioni segnalate come sospette è correlata ai livelli di reddito: in Lombardia, da cui origina il 20% del pil, si concentra un'analoga quota di indicazioni di sospetto riciclaggio. Anche in considerazione di ciò, le segnalazioni provenienti dalle aree di tradizionale insediamento mafioso, appaiono esigue. Diversa la situazione, nel caso di soggetti finanziari (enti creditizi, società fiduciarie, aziende di credito estere, varie tipologie di società ecc..) che si evidenziano come più solerti. 2010 – Segnalazioni di riciclaggio da intermediari finanziari – Lecce: 191 – Bari: 757 – Brindisi: 69 – Taranto: 166 – Foggia: 239 Totale Puglia: 1422 (su 36mila 824 a livello nazionale) Se ne deduce che gli intermediari sono certamente più attivi, ma in rapporto al resto d’Italia, la Puglia presenta percentuali piuttosto basse (Emilia Romagna 3151, Lombardia 7805, Veneto 1830, Campania 4440, Calabria 835, Sicilia 1435). Oltre i numeri, secondo l'Uif, numerose segnalazioni vengono effettuate a fini cautelativi (per tutelare se stessi da indagini) più che collaborativi, adottando criteri di valutazione poco selettivi. Le segnalazioni, inoltre, sono spesso carenti nella descrizione dei fatti e pervengono con eccessivo ritardo. E’ quindi necessario un miglioramento dell’organizzazione interna degli intermediari, che li ponga in grado di intercettare prima e meglio le operazioni sospette. Articolo correlato Mafia tolleranza zero (15 febbraio 2011)

Leave a Comment