Tempo di moda: sfila Costume National

L'eleganza informale di Capasa, stilista di terra d'Otranto

Ospite d'onore nella serata d'apertura delle sfilate romane. Ennio Capasa, ormai tra i grandi nomi dell'alta moda internazionale. E presto vestirà anche il cinema.

un modello in passerellaMilano-Roma, è tempo di sfilate. Il mondo si ferma. Si apre il luccicante palcoscenico di luci, musica e lustrini. Tutti guardano (chi gli abiti, chi le indossatrici, ma ormai ci siamo abituati), commentano, a volte approvano, a volte no. È sempre così. La moda fa parlare. Universo parallelo, per la gente comune, quasi una favola. Forse anche un’occasione per fantasticare, e immaginare di essere lì, fra trucco, profumi e paillettesMa, se ci pensiamo bene, il mondo della moda non sembra tanto lontano. un modello della sfilata di Costume NationalSoprattutto se ad aprire la serie di 32 sfilate di AltaRomaAltaModa, nell’Auditorium di Roma, in qualità di ospite d’onore, è Ennio Capasa, nato e cresciuto ad Otranto, ormai autorevole firma di Costume National, marchio celebre a livello mondiale. Capasa, che veste, ormai abitualmente, artisti internazionali del calibro di Mick Jagger, Brad Pitt, U2, Asia Argento e, recentemente, anche Jude Law, in questo periodo si sta dedicando ai costumi del prossimo film di Keanu Reaves (dunque, presto leggeremo la sua firma anche sul grande schermo). il dettaglio di un abito in passerella A Roma, lo stilista ha presentato la sua collezione Autunno/Inverno 2005/2006. Parole d’ordine sono stile, ricercatezza e attenzione ai dettagli che rendono un capo unicoTradizionale sostenitore dell’eleganza, convinto, come dice, che “sono i piccoli elementi a declinare lo stile”, nella sua nuova collezione sdoppia la concezione di chic nei termini di neo-chic ed easy-chic. un particolare di una creazione CapasaIl neo-chic nasce dall’osservazione di Rudolf Nereyen, che Capasa dice protagonista dello stile, autore di un’idea di eleganza libera dagli schemi; easy-chic è il modo libero di accostare capi e materiali diversi, caratteristico soprattutto dei giovani. L’idea è la mescolanza, l’abbinamento più dinamico e informale, che resta raffinato, pur nella sua stravaganza; “una concezione un po’ snob-menefreghista: il linguaggio moderno è questo”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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